Il Tirreno

Pontedera

al seminario di san miniato

Ventuno artisti per il presepe murale

SAN MINIATO. Un calendario dell’avvento che dal giorno di Natale in poi, quando è stata affissa l’ultima opera d’arte (raffigurante Gesù bambino) all’interno della finestra centrale, è diventato a...

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SAN MINIATO. Un calendario dell’avvento che dal giorno di Natale in poi, quando è stata affissa l’ultima opera d’arte (raffigurante Gesù bambino) all’interno della finestra centrale, è diventato a tutti gli effetti il primo presepe murale d’Italia: una mostra a cielo aperto, dove si possono ammirare le opere di 21 artisti.

Per tutto il mese di dicembre, infatti, è stato collocato un dipinto al giorno all’interno delle finestre della facciata del Seminario, per riempire d’arte tutti gli spazi a disposizione. Lo scopo dell’opera è stato quello di dare un nuovo volto – sebbene per poche settimane – all’antico palazzo, affrescato dal pittore fucecchiese Francesco Pietro Chimenti nel 1705. L’iniziativa è stata riproposta per il secondo anno, dopo il successo del 2014.

«Il tema del Calendario è stato quello del Giubileo, che ogni pittore ha interpretato nella propria opera scegliendo l’argomento tra le sette opere di misericordia corporali, le sette opere di misericordia spirituali e le beatitudini evangeliche», spiega Fabrizio Mandorlini, portavoce del gruppo “Terre di presepi”, la rete che unisce le realtà presepiali più importanti della Toscana e di cui fa parte ufficialmente anche quello del Seminario. Grazie al contributo economico di Fabio Bacchi, di Banca Mediolanum, è stato possibile stampare anche una brochure in cui vengono raccolte le immagini di tutti i dipinti affissi sulla facciata.

«Ho appoggiato l’idea perché valorizza il paese in cui vivo – dice Bacchi – Sono molto affezionato a questo luogo dove io stesso ho fatto le scuole superiori, terminate 20 anni fa. Per questo mi è sembrato giusto lasciare un segno di presenza sul territorio».

Una vera e propria armonia pittorica, che unisce il passato al presente, a cui hanno partecipato studenti, scrittori, giornalisti, insegnanti e blogger. Uno spirito “espressionista” per un’opera dai molteplici significati, come è stato sottolineato dall’artista Sauro Mori: «Il contrasto tra l’antico e il moderno è feroce. Le opere, che stridono all’interno delle finestre ormai disabitate, lasciano il sapore dell’assenza».

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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