Sicurezza
Lineapelle a Firenze, conciatori contrari
Non piace l’idea lanciata dal presidente del consiglio regionale Giani e sposata dal sindaco Gabbanini
SAN MINIATO. Tra gli imprenditori l'opinione sembra abbastanza concorde: «A Milano – rispondono sulle due sponde del Cuoio - Lineapelle sembra aver trovato la sua dimensione ideale», anche se niente vieta di organizzare qualcosa di complementare sul territorio, per rispondere alle nuove esigenze della clientela. Un'idea sulla quale le due associazioni stanno già lavorando, ipotizzando la nascita di un evento annuale di apertura delle aziende, per portare i clienti all'interno delle concerie e dei loro showroom. È questa la risposta del tessuto imprenditoriale del Cuoio alla proposta di trasferire Lineapelle da Milano a Firenze. Un'idea rilanciata dal sindaco di San Miniato Vittorio Gabbanini nel consiglio comunale di lunedì, dopo che anche il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani ne aveva parlato nel convegno di poche settimane fa al museo del Cuoio.
«Credo che la scelta di Milano sia stata azzeccata», risponde Michele Matteoli, ricordando la decisione che appena due anni fa aveva portato all’abbandono di Bologna per trasferire Lineapelle a Milano. «Non credo che gli imprenditori sarebbero favorevoli a spostarsi a Firenze – prosegue Matteoli – Secondo me occorre capire qual è l'esigenza delle aziende; per questo stiamo pensando di organizzare qualcosa sul territorio».
«Personalmente ero tra quelli che avevano un po' di timori ad abbandonare Bologna – afferma Giuseppe Volpi delle concerie Volpi, nonché consigliere Unic - invece mi sono dovuto ricredere: Milano ha un ruolo di primo piano nel mondo della moda e una facilità di collegamenti. Onestamente, poi, mi chiedo se Firenze potrebbe avere gli spazi adeguati e sufficienti dove ospitarci».
Gli imprenditori, del resto, ricordano anche che il capoluogo toscano ha già ospitato la fiera della pelle. «Erano gli anni '80 – ricorda Piero Maccanti, direttore dell'Assoconciatori – All'epoca si trattava di un'iniziativa toscana, ospitata inizialmente in un albergo di Montecatini e poi spostata a Firenze». Partendo da qui, la fiera fece dapprima tappa a Milano per poi stabilizzarsi a Bologna, «anche se per tre anni – riprende Maccanti - fu organizzato in parallelo un appuntamento fieristico a Firenze sotto il marchio Pitti, poi assorbito da Bologna con Anteprima Lineapelle».
Adesso la decisione di fare rotta sul capoluogo lombardo sembra tutt'altro che in discussione, anche se le due associazioni stanno progettando un evento locale alternativo che necessariamente dovrà appoggiarsi su Firenze. «La fiera ormai non è più un evento di vendita – spiega Maccanti - ma una vetrina nella quale le aziende dimostrano la propria capacità di creare; molte case di moda, poi, hanno bisogno di riprendere i contatti in un secondo momento dopo le sfilate. L'esigenza del settore, quindi, sembra quella di avere da un lato un evento fieristico di livello, dotato di adeguati servizi, al quale aggiungere dall'altro un'iniziativa di porte aperte nelle aziende, facendo venire i nostri clienti a Firenze per poi accompagnarli nel distretto a visitare le concerie».
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