Il Tirreno

Pontedera

Motivo del contendere: la riduzione di orario non accettata da due dipendenti

Botta e risposta tra sindacati e vertici della cooperativa Cft

Botta e risposta tra sindacati e vertici della cooperativa Cft

PONTEDERA. «Francamente non comprendiamo le accuse, per noi si tratta semplicemente di un accordo sindacale che alcuni, legittimamente, non hanno accettato. Ne abbiamo preso atto ci siamo mossi in...

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PONTEDERA. «Francamente non comprendiamo le accuse, per noi si tratta semplicemente di un accordo sindacale che alcuni, legittimamente, non hanno accettato. Ne abbiamo preso atto ci siamo mossi in tal senso».

Questa la risposta che Michele Morrocchi, responsabile delle relazioni industriali della cooperativa Cft, riferisce in merito alle accuse mosse dall’Unione sindacale di base contro la gestione del personale al Centro Freschi Unicoop a Pontedera. Vertenza resa pubblica nei giorni scorsi e nata sulla scia della protesta di due dipendenti che non avevano accettato la riduzione di orario da 40 a 28 ore settimanali chiesta dall’azienda alla fine di novembre, cui è seguita una proposta di trasferimento.

«Non c'era lavoro per tutti, strutturalmente non siamo in grado di sostenerlo per tutte le ore di un tempo - continua Morrocchi - Abbiamo utilizzato tutti gli strumenti previsti in questi casi, come i contratti solidarietà e la cassa integrazione in deroga, fino alla proposta di un dimezzamento dell'orario, che le due dipendenti non hanno voluto accettare. Di fronte a ciò abbiamo valutato la possibilità di offrire loro un impiego in altra sede. Tenuto conto che doveva trattarsi di un lavoro simile, perché non potevamo certo dislocarle ad un lavoro di magazzino, le proposte riguardavano le nostre sedi di Cecina e Firenze e loro hanno scelto quest'ultima opzione. Non ci sono state vessazioni di alcun tipo, solo il rispetto delle leggi in vigore. Anche sull'accusa di atteggiamento antisindacale nessuna rappresaglia: le due dipendenti hanno scelto legittimamente di iscriversi all'Usb che non è firmataria del contratto invece accettato dalla Cgil, ed è fuori dalle rappresentanze sindacali. Tutto qui».

Nilo Di Modica

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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