Il dolore
Lavoratrici trasferite Protesta l’Usb
PONTEDERA. Parla di «comportamento antisindacale» la rappresentante dell'Unione sindacale di base (Usb), Nica Raffo, a proposito della Cft, cooperativa che gestisce il personale del Centro Freschi...
PONTEDERA. Parla di «comportamento antisindacale» la rappresentante dell'Unione sindacale di base (Usb), Nica Raffo, a proposito della Cft, cooperativa che gestisce il personale del Centro Freschi Unicoop a Pontedera.
Al centro della contesa il trasferimento di due lavoratrici, dopo che il 29 ottobre è stata proposta a tutti i dipendenti del centro una riduzione dell’impegno lavorativo da 40 a 28 ore settimanali.
«L’accordo con l’azienda è stato siglato con la prospettiva di non avere più un lavoro – raccontano le due dipendenti, Stefania ed Edy –. Un accordo che viene fatto mentre si reclutano altre dieci unità tramite agenzia interinale, con un subappalto alla cooperativa Girasole 2002. Cosa che contraddice il fatto che ci sia bisogno di meno lavoro».
Per qualche tempo «noi abbiamo fatto le nostre quaranta ore, gli altri ventotto, sotto l'invito esplicito della Cgil, che ha diramato un comunicato apposito – continuano Stefania ed Edy – finché agli inizi di dicembre abbiamo ceduto al trasferimento. Adesso lavoriamo a Firenze».
«Una delle lavoratrici - commenta Raffo - è in regime di legge 104 e deve occuparsi di persone con disabilità, quindi ha diritto di lavorare vicino al domicilio».
Ma il sindacato di base non si ferma qui. Ai limiti dell'ambiguità, a suo parere, è stato il ruolo svolto dalla Cgil: «È stata l’azienda a spingere perché tutti i lavoratori partecipassero alla riunione sindacale dopo la proposta del nuovo contratto. Dopo la sigla dell’accordo, la Filcams-Cgil invitava i lavoratori che avevano accettato a fare le loro ore, lasciando le altre due in sede. Un modo per isolarle».
Nilo Di Modica
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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