Il Tirreno

Pontedera

Addio al “48” dopo 107 anni

Addio al “48” dopo 107 anni

Il 31 dicembre chiude il Bazar, punto di riferimento dei palaiesi e meta di turisti

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PALAIA. Giovedì Antonio abbasserà la saracinesca su 107 anni di storia paesana. E il borgo perderà la sua bottega-simbolo, punto di riferimento per i palaiesi, ma anche meta di turisti affascinati dall’infinità e varietà di merce esposta. Dall’intimo ai libri, dai bottoni agli articoli da regalo, fino ai quaderni. Passando per giocattoli, piatti e bicchieri. Ma anche - fino a qualche anno fa - i libri della scuola, venduti a generazioni di palaiesi. “Dall’ago al cannone”, insomma. O quasi. Il tutto stipato in scaffali ricolmi (dove si possono trovare dei veri e propri cimeli risalenti agli anni Quaranta), tra una vecchia cabina del telefono (qui c’era il posto pubblico) e una serie di riconoscimenti collezionati, ed esibiti in bella mostra, testimonianze di un cammino lungo più di un secolo. Chiude il “Bazar 48”, che fu aperto dal nonno dell’attuale titolare nel 1908. Da allora il negozio è sempre stato gestito dalla famiglia Barsotti, con Antonio dietro al bancone da oltre cinquant’anni. Prima - fin da ragazzino - come aiutante, poi dal 1972, nelle vesti di titolare, con il supporto della moglie Neda Mangini. «È un dispiacere - confida Antonio - ma non me la sento più di andare avanti, non ci sono più le condizioni». Per tanti motivi: «Tutto è diventato più complicato con il boom dei supermercati, che hanno cambiato le abitudini della gente. E poi ormai ho settant’anni, sono in pensione e anche dal punto di vista economico non mi conviene più portare avanti l’attività. E i miei due figli hanno preso altre strade». Il Bazar chiude, ma “il signor 48” resta comunque dietro al bancone. Quello dell’altro suo negozio, di piante e fiori, sempre nel cuore del borgo, insieme all’inseparabile Neda. E porterà con sé gli articoli di merceria, che continuerà a vendere come fa da una vita. Mentre il Bazar diventerà uno scrigno malinconico, custode silenzioso di un tesoro fatto di merce e sentimenti che per oltre un secolo hanno accompagnato la vita del borgo.

Francesco Turchi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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