Il Tirreno

Pontedera

E ora alla fermata scattano i controlli

E ora alla fermata scattano i controlli

L’azienda dei pullman manda il personale a verificare che la salita dei ragazzi sugli autobus avvenga in modo ordinato

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PONTEDERA. Sono le 12,45 e le pensiline di fronte allo stadio si popolano alla velocità della luce. Si vedono tanti ombrelli colorati avvicinarsi alla fermata dell’autobus. Può sembrare un giorno come tanti, ma che qualcosa sia cambiato lo si capisce prima di tutto dal silenzio che regna tra ragazzi e ragazze.

“Il Tirreno”, soltanto un mese fa, aveva vissuto con gli studenti gli attimi successivi al suono della campanella in licei e istituti. Compresi i frenetici istanti della “caccia al posto a sedere”. Alcuni giovani, residenti per la maggior parte nei paesi dell’alta Valdera, avevano spiegato di avere soltanto un pullman a disposizione per tornare a casa. «I miei genitori lavorano e l’autobus, una volta pieno di passeggeri, chiude le porte e se ne va. Non posso rischiare di rimanere a piedi».

E infatti, appena entrati nel piazzale dello stadio, i mezzi venivano presi d’assalto. Senza regole. Qualcuno con un balzo si aggrappava alle portiere ancora chiusi. Autisti spaventati, consapevoli che i loro inviti alla prudenza urlati dal finestrino non sarebbero serviti a niente. Vista da vicino la “lotta al seggiolino” aveva dato l’impressione di non essere figlia soltanto della paura di dover chiamare mamma e papà per dire loro: «Ho perso l’autobus». Dietro alla corsa a fianco dei pullman in movimento pareva nascondersi una sorta di stupida moda. Sembrava che nessuno dei partecipanti alla “gara” fosse realmente consapevole di quanto stesse danzando vicino alla tragedia.

Fino a lunedì. Quando, in pochi secondi, i rischi della “sfida” alla fermata sono venuti a galla tutti insieme. Durante l’ennesimo placcaggio al pullman uno studente di 14 anni è stato investito dalle ruote posteriori del mezzo. Ora è ricoverato in gravi condizioni a Cisanello. Sono passate 24 ore dall’incidente, ma il terrore si legge ancora negli occhi dei coetanei. Gli autobus arrivano, ma non corre più nessuno. Alcuni dipendenti della Ctt controllano la salita dei ragazzi.

La folla di giovani se ne sta ordinata sul marciapiede. Un autista si rivolge a un collega: «Mai vista una cosa del genere». È quasi incredulo nel vedere che il “gigante” che sta conducendo è completamente libero sull’asfalto. Senza mani che battono sui finestrini e gambe che si attorcigliano a fianco delle porte d’ingresso. Il personale Ctt a terra vigila ogni centimetro per scongiurare manovre spericolate da parte dei ragazzi. Ma il rischio non c’è. Almeno oggi. Con la paura ancora fresca. E speriamo che non ci sia mai più. La vigilanza alla fermata dell’autobus, comunque, andrà avanti anche nei prossimi mesi.

A comunicarlo è il presidente della Ctt Nord Andrea Zavanella: «Prima della fine di dicembre mi incontrerò con il sindaco di Pontedera e studieremo una soluzione per tenere sotto controllo il flusso di studenti sui pullman nella zona dello stadio. Vogliamo creare una sinergia tra forze dell’ordine, dipendenti Ctt e volontari. La “corsa al seggiolino” - conclude Zavanella - non deve ripetersi più. I mezzi a disposizione sono in grado di rispondere alle esigenze di tutti. Andremo nelle scuole, se necessario, per spiegare ai ragazzi che non c’è bisogno di commettere atti spericolati per salire l’autobus».

Tommaso Silvi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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