Il Tirreno

Pontedera

Schiacciato dall’autobus

di Sabrina Chiellini
Schiacciato dall’autobus

Gravissimo uno studente, aperta un’inchiesta: qualcuno può averlo spinto

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PONTEDERA. Lo sguardo nel vuoto. Il dolore di chi si sente schiacciato da una responsabilità enorme. Fabio, autista del Ctt, 48 anni, di Cascina, non riesce a farsi una ragione per quello che gli è successo verso le 13 di ieri.

«Quando il bus è arrivato sulla piazza dello stadio, i ragazzi sono venuti verso le porte per salire – racconta – Lo fanno sempre. Ma dallo specchietto non si vede cosa succede dietro il pullman. Ho sentito uno strano rumore, li vedevo tutti intorno al bus. Mi sono spostato, l’avevo schiacciato. Ma dallo specchietto capivo solo che c’era la grande calca dei ragazzi».

Schiacciato sotto il peso del bus di colore azzurro, c’era uno studente di 14 anni, residente a Ponsacco, che frequenta il primo anno dell’istituto professionale. Era uscito da lezione e, con altri ragazzi della stessa età, dal villaggio scolastico aveva raggiunto le fermate dell’autobus davanti allo stadio “Ettore Mannucci”, lungo via Vittorio Veneto. Gli autobus sono sempre stracarichi di studenti. E anche se quella era la seconda corsa sulla linea che collega Pontedera a Ponsacco, gli adolescenti fanno le corse per salire per primi e accaparrarsi un posto a sedere. Non era la prima volta che succedeva. E probabilmente non sarà nemmeno l’ultima.

I racconti sulla dinamica dell’incidente concordano tra loro: quando l’autista è entrato nella piazza e stava facendo il giro per raggiungere la pensilina, un gruppo di ragazzi lo ha seguito, tanto l’andatura del mezzo pubblico era praticamente a passo d’uomo. In tanti, appesantiti anche da giubbotti e zaini, si sono fatti avanti per stare incollati alle porte. Lo sanno che è rischioso, ma gli studenti lo fanno tutti i giorni. E ieri il dramma ha stravolto le loro vite.

Mentre camminavano a passo veloce per stare dietro al bus, qualcuno potrebbe avere spinto più del solito e il ragazzino di 14 anni, dalla corporatura esile, è volato sotto le ruote del bus in un istante. Forse gli altri che erano insieme a lui non hanno avuto nemmeno il tempo di rendersene conto. Di capire il rischio. Pochi attimi e lui era già steso davanti a loro, sotto il bus. «Siamo scioccati, siamo rimasti troppo male», ripetono i ragazzi.

L’incidente è avvenuto all’altezza di uno studio notarile. Le urla di dolore dello studente hanno richiamato le attenzioni di tanti altri ragazzi e dei passanti, comprese quelle di un medico che, stando a quanto dichiarato dai testimoni, ha prestato i primi soccorsi al minorenne, ma non è stato identificato dalla polizia locale intervenuta per i rilievi e che non lo ha trovato sul posto.

Lo studente, che in seguito all’investimento, ha riportato la sospetta frattura del bacino, fratture alle gambe, traumi da schiacciamento e che aveva una sospetta emorragia interna, era cosciente quando ha ricevuto le prime cure del 118 di Pisa. Poi è stato trasferito con un’ambulanza al Dipartimento emergenza urgenza dell’ospedale di Cisanello con un codice di massima gravità.

È stato sottoposto a un complesso e lungo intervento chirurgico per cercare di ridurre i traumi da schiacciamento. Le sue condizioni sono molto gravi, la prognosi è riservata.

L’incidente ha scioccato la comunità studentesca e le famiglie dei ragazzi. Per tutto il pomeriggio i genitori si sono telefonati per sapere qualcosa di più sulle condizioni del minorenne. In tanti sono vicini alla famiglia in questa corsa contro il tempo. Molto infatti dipenderà da cosa succederà nelle prossime ore e da come lo studente reagirà ai traumi.

Sull’investimento è stata aperta un’indagine: il magistrato di turno ieri in Procura a Pisa ha chiesto alla polizia municipale, intervenuta per i rilievi, di non limitarsi a ricostruire la dinamica dell’incidente e a sentire il racconto dell’autista che potrebbe essere indagato.

Sono stati identificati un gruppo di studenti, per lo più minorenni, che hanno assistito alla tragedia. C’è da capire se il ragazzo ferito è scivolato mentre camminava a fianco del bus, o se è stato spinto. Insomma, se è stato un incidente o se possono essere ravvisate responsabilità da parte di terzi, oltre a quelle che potrebbero essere contestate al conducente.

«C’è da verificare se nello spingi spingi qualcuno non abbia esagerato», spiega il comandante della polizia locale, Michele Stefanelli. Insomma saranno valutate le condotte di chi era accanto o nelle immediate vicinanze dello studente travolto dal bus. Un atto doveroso, visto che la dinamica, anche se può sembrare semplice, potrebbe portare all’accertamento di più responsabilità. Anche per questo motivo, al dì là di un gruppetto di testimoni subito sentito a sommarie informazioni, la polizia municipale invita eventuali altri testimoni a fare la loro parte e a collaborare.

Ieri sera il bus non era stato posto sotto sequestro e le prossime decisioni saranno dettate dalle condizioni del ferito e da quella che sarà la prognosi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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