Il Tirreno

Pontedera

Rubati i ricordi di Pino Menichetti

di Sabrina Chiellini
Rubati i ricordi di Pino Menichetti

Smurata la cassaforte della figlia dell’assessore scomparso

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PONTEDERA. «Oggi (domenica per chi legge, ndr) sono entrati nella mia casa. Mi hanno portato via gli ultimi regali del mio babbo e tante cose care. Eppure l’amore non si ruba».

Sì, l’amore per quegli oggetti-ricordo non potrà cancellarlo nemmeno la mano dei ladri. Ma quando i malviventi entrano nelle case e le saccheggiano portando via i ricordi di persone scomparse, le ferite che lasciano sono molto più gravi dei danni economici.

A raccontare il suo dolore, con un post pubblicato su Facebook, è Chiara Menichetti, figlia di Pino, socialista e già assessore morto nel 2004. È una famiglia molto conosciuta a Pontedera, quella di Chiara.

«Credevamo di essere al sicuro con quella cassaforte così robusta e invece non è andata così».

La giovane donna racconta il momento in cui è tornata a casa in via delle Colline a Pontedera dopo un’assenza di nemmeno un’ora.

«Sembra quasi che sapessero dove andare a cercare – spiega Menichetti il giorno dopo il furto – Hanno tagliato la rete di recinzione, sono entrati in casa, hanno cercato in camera ma poi si sono concentrati sulla cassaforte. A dire il vero, si trattava di un armadietto blindato, che era stato murato in una parete. Quando me l’avevano regalato, mi avevano pure detto: “Stai tranquilla, con questo non può succedere niente”. Invece i ladri sono riusciti a portarlo via. Sono davvero dispiaciuta perché hanno rubato tanti ricordi di mio padre, i regali del battesimo di mia figlia. Oggetti che, oltre a un valore economico, hanno per noi un grande significato affettivo».

Il solo pensiero che i ladri possano vendere questi oggetti, accettando anche somme di denaro che non corrispondono al valore reale, aumenta la disperazione di chi subisce un furto come quello che è capitato alla famiglia Menichetti.

Tanti particolari messi insieme fanno pensare che i ladri abbiano studiato attentamente la situazione prima di entrare in azione.

«Quando siamo tornati a casa e ci siamo resi conto di quello che era successo, abbiamo chiesto l’intervento dei carabinieri», racconta Menichetti.

Gli autori del furto però non hanno lasciato molte tracce. E quindi è difficile pensare che possano essere identificati. Oltre ai danni collegati alla refurtiva, i malviventi ne hanno causati altri all’abitazione.

Al momento l’ammontare dei danni non è stato quantificato con esattezza, ma si tratta sicuramente di alcune migliaia di euro. Infatti, sono stati portati via tre orologi d’oro insieme a vari monili.

L’altro giorno i ladri hanno colpito anche a Bientina, in piazza Martiri della libertà, e a Cucigliana.

Qui la famiglia derubata ha lasciato la porta di casa aperta per una dimenticanza.

I soliti ignoti, neanche a farlo apposta, ne hanno subito approfittato per fare sparire alcuni oggetti di valore.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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