Sicurezza
«Le luci di via Dante sono pericolose e vanno rimosse»
PONTEDERA. Sopralluogo all’impianto di illuminazione di via Dante a Pontedera dopo l’esposto presentato alla Procura da parte del Movimento 5 Stelle. «Nei giorni scorsi abbiamo ottenuto di effettuare...
PONTEDERA. Sopralluogo all’impianto di illuminazione di via Dante a Pontedera dopo l’esposto presentato alla Procura da parte del Movimento 5 Stelle.
«Nei giorni scorsi abbiamo ottenuto di effettuare un sopralluogo alla presenza della ditta installatrice, di un tecnico del Comune e di un tecnico “di parte” - scrivono dal Movimento 5 Stelle - In base alla verifica l'impianto è stato realizzato in questa maniera per tre motivi: per contenere i costi, per una questione estetica e perché considerato comunque provvisorio. Alcuni accorgimenti adottati per evitare il rischio di prendere la scossa si sono rivelati inefficaci come ad esempio l'uso di resina all'interno delle scatole di derivazione. Che, tra l’altro, si possono aprire senza l'uso di alcun attrezzo».
La vicenda era già stata affrontata in passato con la precisazione da parte di Luigi Fiorentini, titolare della ditta installatrice: «Gli impianti elettrici di natura "temporanea", come quello in via Dante, sono rispettosi delle norme vigenti del Cei e pertanto gli stessi sono in possesso del certificato di conformità rilasciato all'ente appaltatore».
Nonostante ciò, il Movimento 5 Stelle insiste: «Gli interventi di miglioramento non hanno risolto il problema della sicurezza. E ulteriori interventi proposti dalla ditta installatrice e dal tecnico comunale sono da considerarsi non risolutivi. Il nostro tecnico aveva proposto ulteriori interventi per raggiungere un grado di sicurezza accettabile, ma sono stati giudicati economicamente ed esteticamente inaccettabili».
«Poiché l'impianto è, secondo noi, pericoloso per l'incolumità pubblica e le cause di pericolo non sono e non saranno rimosse - dice ancora il gruppo di opposizione - la proposta del nostro consulente è stata di smantellare l'installazione. Ci chiediamo se sia accettabile mettere a rischio la sicurezza dei cittadini per una “questione estetica”, facendo economia sui requisiti di sicurezza. Sarebbe bastato mettere due palme in meno e fare un impianto a regola d'arte».
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