Il Tirreno

Pontedera

Il prete pluriderubato «Sono arrabbiato ma cosa posso farci?»

Il prete pluriderubato «Sono arrabbiato ma cosa posso farci?»

Dopo i raid avvenuti in canonica ora anche la sua auto è stata danneggiata per portare via alcuni mazzi di chiavi

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CASCIANA TERME. «Sono molto arrabbiato per quello che è successo.Ma cosa posso farci? Ormai lo sapete meglio voi di me quante volte sono passati da qui i ladri».

Don Angelo Falchi, parroco di Casciana Terme, è un prete pluriderubato. Tuttavia non ha difficoltà ad ammettere che non ha gli strumenti per difendersi. Alla porta di una parrocchia, si sa, bussano tante persone. Può succedere che poi anche chi riceve aiuti finisca per approfittare della situazione. È probabile che chi ha preso di mira don Falchi conosca bene il sacerdote e anche la parrocchia.

Chiediamo a don Falchi se la pensa in questo modo. «Può essere che mi conosca, ma cosa posso farci?», risponde per telefono in un momento in cui ammette di essere in difficoltà, in quanto impegnato a cercare un documento.

Sono almeno otto i furti subiti dal sacerdote, senza contare che in passato ha avuto a che fare con i rapinatori. Sabato l'ultimo episodio: auto danneggiata e furto in canonica.

Il sospetto è che a colpirlo sia qualcuno che lo conosce e magari ottiene aiuti dalla parrocchia. Ma solo le indagini e la testimonianza di chi può sapere qualcosa aiuterà a liberare il sacerdote da questo incubo, anche se don Angelo resta una persona generosa. Passata la rabbia, torna a fare il parroco come sempre, cercando di aiutare chi ha bisogno.

Questa volta, come abbiamo scritto nell’edizione di ieri, il sacerdote potrebbe essere stato seguito fino a Pontedera. La sua auto, che era parcheggiata in via Salvemini, è stata bersaglio di un atto vandalico con furto. Chi l'ha presa di mira ha rotto i finestrini e tagliato i pneumatici per poi rubare alcuni mazzi di chiavi, compresi quelli delle chiese amministrate dal parroco: Sant'Ermo, Colle Montanino, etc.

Quando il sacerdote si è reso conto di quello che era successo alla macchina, si è preoccupato per la sorte delle chiese. Temeva infatti che i malviventi fossero entrati negli edifici religiosi. Invece chi lo aveva seguito era andato direttamente in canonica dove però ha trovato pochi soldi, a differenza di quanto era accaduto nei precedenti raid.

Comunque, la rabbia più grande, come aveva spiegato in passato lo stesso don Falchi, il parroco l’aveva provata quando un ladro era stato ripreso dalle telecamere messe a protezione della canonica, ma era riuscito a farla franca. Niente denuncia, niente arresto, niente di niente, nemmeno per arrivare alla sua identificazione.

Sui furti, compresi gli ultimi messi a segno a Pontedera e a Casciana Terme, sono in corso nuove indagini da parte dei carabinieri.

Nella cittadina termale sono stati numerosi i cittadini che, venuti a sapere dell’ennesimo raid ai danni del sacerdote, hanno dimostrato la loro vicinanza a don Angelo cercando di non farlo sentire solo di fronte a questo problema.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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