Proteste
Spaccio di anabolizzanti: quattro a processo
Nell’inchiesta coinvolti anche tre preparatori attivi nel mondo della boxe e del body building
CASCINA. Un giro di anabolizzanti, venduti ai clienti di una palestra per gonfiare i muscoli, ma anche diete prescritte da chi, secondo l’accusa, non aveva titolo per occuparsi della salute degli altri. È un’inchiesta che nasce nel 2010 e che arriva ora in Tribunale quella che vede come imputati noti personal trainer della provincia. Le indagini dei carabinieri hanno preso le mosse da una palestra di Cascina e si sono estese, con centinaia di intercettazioni telefoniche, in una ramificazione diffusa tra i cultori del fitness.
Le accuse. Svariati i capi di imputazione contestati, a vario titolo, ai quattro sotto processo (uno stralcio di una indagine datata) di cui tre istruttori di body building: ricettazione, truffa tentata e consumata; falsità materiale commessa dal privato; esercizio abusivo di una professione; sostituzione di persona; falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.
A giudizio. Sono stati rinviati a giudizio Daniele Macciò, 38 anni, di Pisa (difeso dall’avvocato Andrea Di Giuliomaria); Alessandro Filippi, 54 anni, di Cascina (avvocato Luca Poldaretti); Alberto Gasperini, 49 anni, di Perignano (avvocato Massimiliano Soldaini); Alessio Marchetti, 31 anni, di Peccioli (Luca Poldaretti). Il giudice Raffaella Poggi ha fissato a maggio 2016 l’udienza in cui saranno sentiti i primi testi dell’accusa.
L’inchiesta. Gli investigatori dell’Arma nelle informative inviate alla Procura hanno ricostruito un contesto in cui il reperimento e l’acquisto di anabolizzanti erano pratiche consolidate. Il passaparola collaudato tra gli iscritti alla palestra, dove all’epoca dei fatti lavoravano come istruttori di sala Filippi, Marchetti e Gasperini, riusciva a garantire il risultato. Senza abbandonare attrezzi e pesi, il ricorso agli steroidi per aumentare la massa muscolare era una scorciatoia battuta da tanti clienti che sapevano a chi rivolgersi con un esito soddisfacente. Con un dettaglio ignorato da venditori e acquirenti: lo smercio di anabolizzanti è illegale. A Filippi, un presente di apprezzato preparatore di pugili e organizzatore di gare di culturismo, un passato di campione internazionale di body building ma anche karateka e giocatore di football americano, viene contestato pure di aver prescritto diete ai clienti della palestra senza averne titolo.
Pietro Barghigiani
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