Sicurezza
Trasferito al Cie a Brindisi dopo tre giorni è in centro
La storia di un migrante considerato socialmente pericoloso ed espulso dall’Italia Per accompagnarlo nelle struttura sono stati impiegati ben tre militari
CASCINA. Ci sono storie che difficilmente i cittadini riescono a comprendere. Quella di un marocchino, quarantenne, arrestato più volte nella nostra provincia e poi ritenuto da espellere dal territorio nazionale dopo che era stato dichiarato socialmente pericoloso.
Gli ultimi reati il migrante li ha commessi a Cascina dove ormai, in particolare nel capoluogo, è piuttosto conosciuto. Dopo una serie di denunce e arresti lo straniero, compiuto tutto l’iter previsto in questi casi, in accordo con la questura di Pisa e visto che era ritenuto un soggetto pericoloso, era stato accompagnato al Cie di Brindisi in attesa dell’espulsione dal territorio nazionale, munito di adeguato ordine del questore di Pisa.
Il migrante è stato accompagnato a destinazione dai carabinieri l’ultima settimana di novembre. Pensiamo a tre militari che lo scortano come un detenuto fino a Brindisi. I costi sostenuti per il viaggio nel meridione, il tempo impiegato per chiedere tutta la documentazione e poter poi fare in modo che il marocchino lasciasse il nostro Paese. Purtroppo il problema non era risolto. Pochi giorni dopo lo stesso straniero è stato visto a passeggio in corso Matteotti a Cascina.
Facile immaginare la meraviglia di chi lo conosce e pensava che i problemi connessi ai comportamenti del migrante fossero stati risolti con l’espulsione. Per motivi che non sono chiari, l’immigrato non è stato accompagnato in Marocco, come era stato chiesto dalle autorità della provincia di Pisa. Lui ha lasciato il Cie ed è tornato al punto di partenza, cioè a Cascina. Anche alcuni degli amministratori locali avrebbero chiesto spiegazioni ai carabinieri sapendo che l’uomo in passato è rimasto coinvolto in fatti di droga, risse e reati contro il patrimonio. L’iter per arrivare all’espulsione dovrà partire da capo, si perderanno altro tempo e altri soldi. Sperando che nel frattempo il migrante non finisca di nuovo nei guai per altri reati.
Ora al migrante, che è incappato nei controlli sul territorio effettuati dalle forze di polizia, è stato notificato un nuovo ordine di espulsione. Deve lasciare l’Italia entro sette giorni, a partire dal 16 dicembre, quando è stato controllato di nuovo a Cascina.
Chi paga per tutto questo? A parte lo sconcerto per l’assurda vicenda, è impossibile non riflettere sulle conseguenze anche dal punto di vista economico che storie come queste hanno.©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
