Banca di Cascina, oggi l’elezione del cda
Alcuni soci chiederanno se è possibile promuovere l’azione di responsabilità nei confronti dei vecchi amministratori
CASCINA. Per la Banca di credito cooperativo di Cascina è il giorno della verità. Dopo il commissariamento deciso da Bankitalia e durato oltre un anno, l’istituto di credito è pronto a ripartire.
Questa mattina alle 11 avrà inizio l’assemblea ordinaria dei soci che si svolgerà alla Città del Teatro (Teatro Politeama) a Cascina. Piuttosto nutrito l’ordine del giorno, anche se è evidente che tutte le attenzioni saranno rivolte alla relazione del commissario straordinario, dottoressa Anna Cracco, e alla nomina del consiglio d’amministrazione che sarà presieduto dal commercialista cascinese Franco Martinelli.
In ogni caso l’assemblea è chiamata a modificare anche il regolamento delle politiche e la prassi di remunerazione e incentivazione ai sensi dell’articolo 30 dello statuto sociale e delle disposizioni di vigilanza emanate in materia dalla Banca d’Italia. Al secondo punto la determinazione dei compensi per i componenti del consiglio di amministrazione, del comitato esecutivo e del collegio sindacale e l’approvazione dei parametri cui commisurare la liquidazione dei rimborsi spese sostenute dagli esponenti aziendali. Compensi che erano già abbastanza contenuti, ma che saranno ridotti ulteriormente dato che in questi mesi la banca ha intrapreso una politica per una drastica riduzione dei costi di gestione, a cominciare da quelli del personale. Un altro punto riguarda la determinazione del compenso per l’amministratore indipendente, la stipula delle polizze relative alla responsabilità civile e infortuni professionali ed extraprofessionali degli amministratori e sindaci.
Infine, ma come abbiamo detto è l’argomento più atteso, ci sarà l’elezione del presidente e dei componenti del consiglio di amministrazione, previa determinazione del numero dei membri, del collegio sindacale, del collegio dei probiviri per il periodo 2015 – 2018. Potranno prendere parte alla discussione e alle votazioni tutti i soci che, alla data di svolgimento dell'assemblea, risulteranno iscritti da almeno 90 giorni nel libro dei soci.
L’assemblea è un appuntamento che i soci attendono da quando è iniziato il commissariamento. Servirà anche a fare chiarezza sulle eventuali responsabilità dei precedenti amministratori e dell’ex direttore generale, Vincenzo Littara, coinvolto in un’inchiesta della Procura della Repubblica di Firenze insieme all’imprenditore edile Andrea Bulgarella.
La relazione del commissario straordinario Anna Cracco - finora sono circolate poche indiscrezioni, ma è certo che la banca è in condizioni tali che dovrà fondersi con un altro istituto di credito - è attesa dai soci che per la prima volta saranno messi al corrente della reale portata dei danni causati dalla precedente amministrazione. Alcuni soci chiederanno se ci sono le condizioni per promuovere un’azione di responsabilità nei confronti della precedente gestione.
Come si ricorderà, il commissariamento era avvenuto dopo una lunga ispezione della Banca d’Italia.
Quando gli ispettori avevano lasciato la banca di Cascina era evidente che la situazione era abbastanza compromessa e che l’istituto doveva cambiare rotta, soprattutto per quanto riguardava affidamenti e gestione del credito in generale.
Nonostante tutto e nel completo silenzio della politica locale, i componenti del consiglio d’amministrazione precedente e l’ex direttore generale erano rimasti ancorati ai loro posti in attesa degli eventi. O forse sperando di riuscire ad evitare le conseguenze del commissariamento - che per prima cosa ha azzerato tutte le cariche - e quelle di un’inchiesta penale che dai moltemplici omissis presenti nella relazione di Bankitalia appariva quasi come una certezza più che una lontana possibilità.
Nonostante questo e nonostante la crisi, la “banchina” può andare avanti.
Lo farà con un consiglio di professionisti e imprenditori, pronti a spendere le loro competenze per dare un futuro alla società. E nuove certezze non solo dal punto di vista economico, ma anche per quel patrimonio umano e di tradizioni (a cominciare dalla vocazione di stare vicina al territorio) che solo una piccola banca può esprimere.(s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
