Il dolore
Dai dirigibili ai robot E in mezzo la Vespa
Libro di Tagete dedicato alla città dei motori e dell’innovazione Tra i protagonisti Enzo Ferrari, Corradino D’Ascanio e Paolo Dario
PONTEDERA. Un libro per raccontare la storia industriale (e non solo) del territorio. “Pontedera città dei motori e dell’innovazione. Dai dirigibili ai robot. La storia dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna” (Tagete edizioni) è il volume presentato ieri al Museo Piaggio dagli autori Valentina Filidei, Michele Quirici, Enza Spadoni. Moderatore Omar Monestier, direttore del giornale “Il Tirreno”.
Il volume è frutto della sinergia tra Comune di Pontedera, Fondazione Piaggio, Istituto di biorobotica della Scuola Superiore Sant’ Anna e Tagete edizioni. Una pubblicazione in cui emergono i ruoli di personaggi del calibro di Corradino D’Ascanio, Enzo Ferrari, Umberto Nobile e dell’attuale direttore dell’Istituto di biorobotica della Sant’Anna Paolo Dario.
Una delle chicche del libro è quella che riguarda Enzo, fondatore della casa del Cavallino rampante, e che ha iniziato la sua carriera di collaudatore e pilota alla Cmn, azienda milanese, ma che faceva costruire le sue auto in un’azienda di Pontedera. Un altro aneddoto narra dell’aeroscalo, dove atterravano i dirigibili di Nobile, con D’Ascanio che, dal riutilizzo delle ruote di aerei, inventò la mitica Vespa. Il volume è arricchito da un’intervista di Piero Angela a Paolo Dario. Innovazioni sono anche il Centro per la Sperimentazione e Ricerca Teatrale di Pontedera e le supercar di Mazzanti Auto.
Presenti Angela Pirri, vicesindaco di Pontedera, e Riccardo Costagliola, presidente della Fondazione Piaggio.
«Innovazione e industria sono collegati al lavoro – ha detto Pirri - e in un momento difficile come questo, nella nostra città, cerchiamo di farli collaborare insieme a ricerca e sapere, per uno sviluppo costruttivo. L’innovazione può divenire un trampolino per lo sviluppo».
«Le città del comprensorio industriale diventano competitive se innovative – ha aggiunto Costagliola - grazie alla collaborazione di amministrazioni illuminate, imprenditori lungimiranti, progettisti geniali, in un territorio ricco culturalmente».
«Ringrazio chi ha collaborato con noi – ha sottolineato Quirici - È stato un lavoro certosino scrivere questo libro a sei mani».
Elena Iacoponi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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