Il Tirreno

Pontedera

Lo svincolo di Acciaiolo che aspetta da sedici anni

di Andreas Quirici
Lo svincolo di Acciaiolo che aspetta da sedici anni

L’odissea del progetto che a Fauglia hanno visto nascere e morire tante volte Servirebbe per la sicurezza. Ma dalla Regione è arrivato l’ennesimo rinvio

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FAUGLIA. «Aspettiamo da tredici anni. Ora siamo davvero stufi».

Il sindaco di Fauglia, Carlo Carli sbuffa e diventa subito di cattivo umore quando gli viene ricordato lo svincolo di Torretta. Il sindaco del Pd è arrabbiato, perché la Regione non ha impegnato la cifra già stanziata (e annunciata) per la realizzazione dei lavori.

Un’opera necessaria e non solo perché proprio in quel punto è situata la seconda azienda metalmeccanica della provincia di Pisa, la Continental, con i suoi 500 operai. Questo intervento, che prevede un miglioramento della viabilità, con una rotatoria e una carreggiata preferenziale per accedere all’area industriale e da lì verso Acciaiolo. Ed è stata ideata e progettata per un obiettivo principale: migliorare in maniera notevole la sicurezza degli automobilisti.

Cifra abbordabile. La questione ruota attorno a questo fondamentale concetto, perché, come dice il sindaco Carli, non è possibile che, nel 2016, siamo ancora a parlare di eliminare una curva a gomito per immettersi dalla strada statale 206, la Emilia per intenderci, in una via stretta e molto trafficata come quella che conduce agli insediamenti produttivi e poi alla frazione del territorio di Fauglia. E pensare che l’opera costerebbe una cifra piuttosto abbordabile: 1.213.825 euro. Ma da Firenze è arrivato un posticipo dell’impegno di spesa dovuto al patto di stabilità. «Mi piacerebbe vedere cosa hanno finanziato - riprende - Invece la nostra, di cui parliamo da sedici anni, dovrà aspettare ancora».

Agli albori dell’odissea. Quello che infastidisce maggiormente Carli è l’assenza di comunicazione da parte della Regione. «Vogliamo garanzie - dice - perché questo progetto può anche essere posticipato. Ma da Firenze devono dirci in quanto tempo intendono finanziarla». D’altra parte l’umore nero di amministratori, imprenditori e cittadini è comprensibile. Dello svincolo di Torretta si parla davvero da tantissimo tempo. Nel 2008 l’allora sindaco di Fauglia, Riccardo Froli scriveva alle Province di Pisa e Livorno affinché portassero avanti l’iter per giungere al progetto, dopo che «incontri e conferenze di servizi vari non avevano creato nessun presupposto concreto». In quei giorni si parlava anche di un rimbalzo di responsabilità tra la Provincia di Livorno e l’Autorità di bacino per un problema con un fiume vicino all’area interessata dai lavori. Proprio l’ente livornese era il capofila del progetto, insieme ai colleghi pisani, inserito nel piano viabilità regionale 2003/2004.

All’inizio erano 800mila euro. Laura Bandini, assessore ai lavori pubblici della Provincia di Livorno aveva spiegato che «la Regione aveva disposto un finanziamento di 400mila euro, ma il primo progetto, che comprendeva anche alcuni accessi richiesti da Fauglia, veniva a costare il doppio». Insomma, svincolo rimandato con la garanzia da parte della Regione che nel nuovo piano di viabilità in approvazione entro Natale 2008, l’intervento sarebbe stato prioritario e finanziato per 800mila euro. Nel febbraio dell’anno successivo, lo stesso Froli rilanciava l’accusa, scrivendo alle due Province, alla Corte dei Conti, alla Procura e alla Regione, denunciando che lo svincolo non si sarebbe fatto neppure quella volta e che i soldi stanziati erano stati spesi solo nel Comune di Collesalvetti.

Il passo (quasi) decisivo. Poi più niente fino al 2011, quando nel mese di febbraio la Provincia di Livorno annunciava che lo svincolo di Torretta sarebbe stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche. Nel luglio dello stesso anno, la Regione prendeva in mano la situazione e stanziava 50 milioni per 23 opere urgenti, inserendo anche “il caso Fauglia” a cui destinava un milione e 190mila euro, precisando che l'operazione era «in fase di progettazione preliminare» e che era «conforme agli strumenti urbanistici». Sembrava il passo decisivo, visto che dopo un anno esatto è arrivato l’accordo di programma con la ripartizione degli impegni finanziari per i vari enti e la promessa di mettere in moto le ruspe nel 2013. Ma anche questa volta i cantieri non sono mai partiti.

Promesse mancate. «Prima delle elezioni regionali scorse - dice ancora il sindaco Carli - il presidente della Regione, Enrico Rossi, aveva annunciato lo sblocco delle somme necessarie. Ora, però, ci dicono che, a causa del patto di stabilità, dobbiamo aspettare ancora».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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