Il Tirreno

Pontedera

IL MONDO DEL CREDITO

Matrimonio obbligatorio per la Banca di Cascina

Sabrina Chiellini
La sede della Banca di Cascina e, nel riquadro, il commissario straordinario Anna Cracco
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La sede della Banca di Cascina e, nel riquadro, il commissario straordinario Anna Cracco

Il Credito cooperativo riparte, ma dovrà fondersi con un altro istituto. Domenica l’assemblea dei soci eleggerà i nuovi vertici: tutti i nomi in lista

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CASCINA. Dopo oltre un anno di commissariamento deciso dalla Banca d’Italia, la Banca di Credito cooperativo di Cascina è pronta a ripartire. Oggi i soci conosceranno i nomi della lista “Insieme per la Banca di Cascina”, che si presenta in vista dell’assemblea dei soci indetta per domenica 20 dicembre alle 11 al Teatro Politeama.

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Il consiglio di amministrazione, se questa proposta otterrà l’ok dei soci, sarà composto da Franco Martinelli nel ruolo di presidente e dai consiglieri Francesca Acciaioli, Ezio Di Giacomo, Alessandro Gasperini, Federico Grilli, Enzo Macchia, Federico Nannipieri. Il collegio sindacale avrà questa composizione: presidente Luca Paoletti; effettivi Roberto Matteuzzi, Daniela Saitta; altro candidato Giuseppe Bonanni. Supplenti: Giuseppe Bonavia, Chiara Dell’Innocenti. Collegio dei probiviri: candidati alla carica di presidente Paolo Sanchini (designato da Ftbcc come da Statuto); Valentina Gerbi, Nicola Tamburini (effettivi); Michela Matarazzo, Francesca Nasoni (supplenti).

Abbiamo incontrato il commissario straordinario Anna Cracco che, dopo aver lavorato per un anno e mezzo all’interno della banca e aver chiesto una proroga della procedura di amministrazione straordinaria lo scorso 29 settembre, ha ora concluso il suo mandato. Domenica prossima ai soci presenterà una dettagliata relazione, della quale ancora non può anticipare il contenuto, in quanto finora i soci non hanno ancora ricevuto le comunicazioni ufficiali sui numeri e sull’andamento della Banca di Cascina. Da quanto è emerso in questi giorni è evidente che la banca è stata rimessa in bonis, e quindi ci sono le condizioni per la ricostituzione degli organi sociali. Tuttavia il commissario straordinario porrà come indicazione forte l’ipotesi della fusione dell’istituto di credito con un’altra banca.

«Posso dire che dopo questi mesi di lavoro consegniamo ai soci una banca “pulita”, dove sono state rimosse le criticità che erano emerse nell’ispezione della Banca d’Italia, che poi aveva portato al commissariamento», afferma Cracco. Criticità diffuse e che riguardavano non solo la gestione del credito e il mancato rispetto delle norme sull’antiriciclaggio. La banca soffriva anche per i costi eccessivi di alcuni settori. «Le criticità, dunque, sono state eliminate, sono stati ridotti i costi del personale e di alcuni servizi. Abbiamo lavorato sulla formazione e in questo momento la banca ha un personale motivato, più preparato, e consapevole, pronto cioè ad accogliere le nuove sfide», continua Cracco.

«Abbiamo lavorato sulla riduzione dei costi in generale, e in particolare del personale. Su questo abbiamo raggiunto un accordo con i sindacati, che vedrà la possibilità di attuare nel corso del 2016 anche alcune giornate di solidarietà», aggiunge Cracco, la quale ribadisce che la strada della fusione «è l’unica via di uscita per la salvezza della banca». E quindi questo sarà il mandato chiaro e forte, tra l’altro indicato dalla stessa Banca d’Italia, che avrà il nuovo consiglio di amministrazione, destinato a portare a termine questo progetto.

La procedura di commissariamento era stata decisa per ripristinare la sana e prudente gestione della Banca di Credito cooperativo. Obiettivo che è stato raggiunto e di cui il commissario si riserva di dare qualche informazione durante la prossima assemblea dei soci. È anche probabile che alcuni soci chiederanno se è possibile attivare un’azione di responsabilità nei confronti dei precedenti amministratori. Che la passata gestione abbia messo in crisi la banca è un dato innegabile. «Su questo aspetto, durante l’assemblea dei soci, darò alcune indicazioni che al momento non posso anticipare», conclude il commissario straordinario.
 

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