La manifestazione
Don Paschal è tornato a casa, in Tanzania
Già parroco a Lari, il sacerdote è partito per l’Africa chiamato dal vescovo di Bukoba. Il saluto dei fedeli
LARI. Dopo anni passati a diffondere il messaggio evangelico in Italia, padre Paschal Mutegaya è tornato in Tanzania, per volontà del vescovo di Bukoba. La partenza è avvenuta nel tardo pomeriggio di lunedì dall’aeroporto di Pisa. Per salutare il parroco di Lari (che dal 2008, dopo essere stato chiamato da Monsignor Fausto Tardelli a far parte della diocesi di San Miniato, è stato anche vice parroco di Perignano), i fedeli hanno organizzato un pranzo di saluti al centro pastorale “Madre Teresa di Calcutta” nella giornata di domenica. Per don Paschal, dunque, è arrivato il momento di tornare al proprio paese d’origine, Bukoba, dal quale era partito nel 2001 per recarsi a Roma e terminare gli studi seminariali. È stato nel corso di questa esperienza che ha conosciuto don Armando Zappolini, l’attuale parroco di Perignano.
«Aver incontrato don Armando è stata per me una grande fortuna – racconta don Paschal poche ore prima di prendere il volo per la Tanzania – Da lui ho imparato tanto: lo stile di predicazione, i valori da trasmettere e la volontà di mettere sempre il popolo al centro delle attività parrocchiali».
Un cammino comune di predicazione evangelica, quello percorso dai due parroci, che si è protratto fino al momento in cui a don Paschal è stata assegnata una parrocchia tutta sua, ad ottobre 2013. A Lari don Paschal ha saputo distinguersi per spirito di iniziativa, portando avanti diverse attività volte a favorire l’integrazione fra comunità diverse. Insieme all’associazione “Bhalobasa onlus” di Perignano, infatti, ha spesso dato vita a progetti umanitari per far arrivare aiuti in Tanzania.
«È importante dimostrare apertura e incontrare le persone, senza fare distinzioni, come ci insegna il messaggio di Papa Francesco», dice, dopo aver sperimentato sulla sua pelle cosa significa dover lasciare la casa natia e gli affetti di una vita per trasferirsi in un nuovo Paese, ancora poco conosciuto. «Sono sempre stato accolto con benevolenza – racconta – Per integrarmi al meglio, ho iniziato subito a “mischiarmi” con le persone che avevo di fronte, anche nelle esperienze di tutti i giorni. Sono convinto che la vita vera non si trovi soltanto nelle celebrazioni fatte sull’altare, ma fuori. Nelle strade e nelle piazze. Mi sono trovato spesso a scambiare chiacchiere al bar con dei credenti non più motivati a frequentare la Chiesa, che mi hanno chiesto aiuto ed ascolto. È stato bello diventare per loro un punto di appoggio».
«Anche se sono molto affezionato alle persone del posto - conclude il sacerdote - c’è una parte di me che è contenta di tornare alla terra di origine. Ad attendermi troverò la mia famiglia e il vescovo. Non so ancora quale parrocchia mi verrà affidata, ma è certo che in Tanzania porterò il bagaglio delle splendide esperienze che ho accumulato nel corso dei miei anni in Italia».
Elena Battaglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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