Il Tirreno

Pontedera

Centottanta candeline per la pasticceria Lemmi

di Carlo Palotti
Centottanta candeline per la pasticceria Lemmi

Il negozio fu fondato ai tempi del Granducato dal bisnonno dell’attuale proprietario poi è passato alle generazioni successive: «Ecco perché siamo rimasti a Cascina»

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CASCINA. La pasticceria Lemmi di Cascina festeggia un traguardo importante: 180 anni. Nel tempo l’azienda a conduzione familiare ha diversificato la produzione ed è entrata dalla porta principale nel mondo del gelato artigianale e della cioccolata. Tra le diverse attività della famiglia Lemmi spicca anche l’enoteca. I locali siti in corso Matteotti a Cascina hanno ricevuto i clienti per festeggiare l’importante compleanno.

La pasticceria Lemmi nasce nel 1835 - c’era il Granducato - con Giovanni Lemmi, bisnonno dell’attuale proprietario. Poi nella gestione si sono succedute le diverse generazioni, comprese quelle a cavallo delle due guerre di Ippolito e dei tre fratelli Nevilio, Ezio e Lelio. Dal 1970 è invece passato al comando Giovanni, insieme alla moglie Marusca Profeti e ai figli Nevilio e Stefano.

Tra i prodotti più conosciuti le meringhe alla panna ed il cialdone (prodotto senza l’uso di farina, ma con nocciole, cacao e uova); come la torta l’Incontro (nelle due versioni: bianca e nera), marchio di fabbrica della pasticceria Lemmi. «Negli anni abbiamo diversificato le nostre attività - dice Lemmi - e pensare che prima della pasticceria qua sorgeva un emporio-drogheria».

L’attività fa così parte del tessuto urbano che in molti continuano a comprare il pepe in pasticceria. «Sì, è vero - conclude Lemmi - ormai è una tradizione consolidata. A volte ho considerato anche l’opportunità di togliere le spezie dagli scaffali, ma per ora le lasciamo dove sono».

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