Il dolore
“Babbo Natale è morto” Lo spot sarà ritirato
Ma a Maxitracce smentiscono che sia a causa delle polemiche: «È la nostra politica I messaggi in radio non durano più di una o due settimane». Ancora proteste sul web
PONSACCO. Lo spot radiofonico della catena Maxitracce nel giro di una settimana passerà in archivio. Una scelta che a prima vista sembra avere il sapore della retromarcia da parte dell’azienda dopo la polemica che si è scatenata negli ultimi giorni. Tutto è nato dal contenuto della réclame: «Babbo Natale è morto e la Befana non sta troppo bene». Poche parole, seguite dalla varietà di sconti rintracciabili nel periodo natalizio all’interno dei punti vendita, in onda sulla maggior parte delle radio toscane, capaci di scatenare un’infinita scia di critiche. Soprattutto sul web.
Su Facebook, in particolare, è nato addirittura un gruppo: “Stop a Babbo Natale è morto e quest’anno non verrà”. Gli utenti iscritti sfiorano già quota duecento. C’è chi promette di non fare più acquisti nei negozi della catena e chi addirittura racconta di aver contattato le emittenti radiofoniche che trasmettano lo spot pubblicitario “incriminato” per chiedere che non venga più mandato in onda. Il tormentone della discordia, comunque, fra pochi giorni sarà sostituito da un altro messaggio promozionale. A comunicarlo è Laura Orsi, responsabile comunicazione e marketing di Maxitracce, che scongiura un “dietrofront” dovuto alle critiche. «Cambiamo sempre le pubblicità dopo una settimana, massimo dieci giorni - dice - E così accadrà anche in questo caso, ma non certo per il tam-tam mediatico che si è scatenato». La notizia della morte di Babbo Natale quindi scomparirà presto dalle radio. «Non era assolutamente nostra intenzione salire alla ribalta delle cronache per il contenuto della nostra pubblicità, scaldando gli animi degli ascoltatori», spiega ancora Laura Orsi, prima di lasciarsi andare a uno sfogo “da mamma”, come lei stessa dichiara: «Credo che i genitori abbiano problemi molto più seri da affrontare con i propri figli piuttosto che dover rispondere loro alla domanda sull’esistenza di babbo Natale. Parlo con cognizione di causa, perché sono mamma di una bambina di un anno e mezzo e non sarebbe certo una sua richiesta di chiarimenti sulla vita di Babbo Natale a mettermi in difficoltà. Le domande delicate dei bambini, alle quali si fa fatica a rispondere, sono ben altre».
Intanto lo spot continua a viaggiare sulle radio regionali e in parallelo gonfia la polemica. L’utente Facebook Loris Grassulini, all’interno del gruppo creato contro lo spot della catena di negozi di calzature, offre uno spunto di riflessione: «Nessuno si è scandalizzato all’epoca in cui uscì la canzone degli 883 Hanno ucciso l’uomo Ragno?» Il web si divide sulla pubblicità di Maxitracce, che intanto continua a starsene sotto i riflettori della critica. t.s.)
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