Italia
Il carro attrezzi come arma
Sradicato un bancomat alla filiale della Cassa di Volterra a Navacchio
NAVACCHIO. Con un carro attrezzi che il 26 ottobre hanno rubato a Calcinaia, all’autofficina Morani, la banda dei bancomat è tornata a colpire durante il fine settimana. E lo ha fatto a Navacchio, nella zona commerciale, in via Sant’Antioco, prendendo di mira una filiale della Cassa di risparmio di Volterra che più volte ha avuto a che fare con i ladri dei bancomat. Questa volta il colpo è riuscito: tra i 5 e i 7mila euro il bottino. Ma i danni maggiori sono quelli causati dal carro attrezzi, esattamente come è successo a Lavoria e Pontedera, per restare ad episodi recenti, e negli istituti di credito di altre province che sono stati saccheggiati con lo stesso sistema. I ladri usano il carro attrezzi per agganciare e sradicare la pesante cassaforte che poi trascinano e caricano sul mezzo. Infine la trasportano in un luogo sicuro per aprirla con tutta la tranquillità necessaria. Quando hanno dato lo strappo per portare via la cassa, hanno trascinato buona parte degli infissi all’ingresso dell’istituto di credito, danneggiando anche la porta a bussola e altre porte collegate. Un danno di alcune decine di migliaia di euro che ha costretto il personale della banca ad attivarsi per mettere in sicurezza gli uffici, ieri mattina presidiati anche da una pattuglia dei carabinieri della compagnia di Pontedera.
Il carro attrezzi non è stato abbandonato dai ladri poco dopo, anche se ieri si era diffusa la voce che fosse stato trovato e sequestrato. «Sarebbe stata davvero una bella notizia per noi – dice il titolare dell’autofficina Morani, che abbiamo raggiunto per telefono – So che i ladri lo avevano già utilizzato per altri colpi. Mi chiedo come mai non lo abbiano ancora abbandonato. Pazienteremo». Forse intendevano usarlo ancora e per tutto questo tempo lo hanno nascosto in un garage o comunque in un luogo abbastanza sicuro.
Il colpo, secondo gli investigatori, è stato messo a segno dalla stessa banda che in passato sul territorio aveva compiuto furti analoghi. Ingenti i danni all'edificio che ospita la banca: per agganciare il bancomat e trascinarlo via, i malviventi hanno infatti divelto completamente gli infissi della filiale.
La banda è entrata in azione dopo le tre di notte, non è stato spiegato se le telecamere della video sorveglianza dell’istituto di credito potranno essere di aiuto alle indagini che sono affidate ai carabinieri di Navacchio e a quelli della compagnia di Pontedera. Certo è che è stata ripresa la targa del mezzo del soccorso stradale che risulta tra quelli da ricercare proprio perché sono stati rubati.
Insomma, il carro attrezzi si conferma, in questo scorcio di 2015, l'arma preferita dai ladri che assaltano le casse automatiche delle banche durante il fine settimana, quando sperano di trovare somme consistenti perché gli impiegati “caricano” i dispositivi in modo da garantire il servizio ai clienti. Cavi e ganci rendono tutto più semplice al posto degli esplosivi che appaiono passati di moda. Sembra quasi assurdo, ma con l’esplosivo a volte i danni alle strutture erano più limitati.
Con il carro attrezzi rubato a Morani i malviventi avevano già combinato un bel guaio alla Banca popolare di Lajatico, colpendo la filiale di Lavoria. Era la fine di ottobre. I ladri se ne erano andati con i lampeggianti accesi. Per cui non era stato facile nemmeno per i pochi automobilisti di passaggio da via Lavoria rendersi conto di quello che stava succedendo. Un assalto da quasi 19mila euro. Ma se ne erano contati altri 50-60 mila per mettere a posto le strutture della banca, stando a quanto riferito dall'istituto, nei giorni successivi al furto con spaccata. La porta all'ingresso era stata divelta, insieme ai cassetti per la clientela e agli infissi di tutto l'ingresso della banca. A dare l'allarme alla centrale dei carabinieri della compagnia di Pontedera era stato un cittadino che aveva visto i ladri mentre caricavano il bancomat. Ma mentre la pattuglia dell'Arma era arrivata sul posto, i malviventi avevano fatto in tempo a tagliare la corda con il prezioso carico.
Stessa scena pochi giorni dopo a Pontedera, lungo la Tosco Romagnola, sempre ai danni di un’agenzia della Cassa di risparmio di Volterra. Nella cassa i ladri avevano trovato circa 25mila euro, ma i danni causati per mettere a segno il colpo erano stati piuttosto gravi. Ad agire era stata la stessa banda di professionisti che aveva operato a volto coperto e con la massima rapidità, riuscendo a fuggire prima dell'arrivo delle pattuglie dei carabinieri giunte sul posto in pochi minuti da più paesi della Valdera.
Identico colpo da professionisti era stato quello concluso alla ex Banca Toscana (ora Mps) installata alla Pam di via De Ruggiero a Pisanova. Un furto da almeno 80.000 euro per il quale era stato utilizzato un carro attrezzi.
Ogni volta che nella zona viene rubato un carro attrezzi è chiaro che le preoccupazioni di ulteriori raid diventano sempre più consistenti. A questo punto, visto che per alcune settimane non c’erano stati furti, nessuno immaginava che il mezzo rubato a Calcinaia potesse tornare in azione.
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