Il Tirreno

Pontedera

Fucili rubati, in due a processo

Accuse decadute e archiviazione per Gabriela Giorgi, risultata estranea ai fatti

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PONSACCO. Si terrà martedì, di fronte al collegio giudicante presieduto da Stefano Billet, il processo sul furto di fucili del luglio 2013 nella casa di un imprenditore in via dei Capannoresi a San Cassiano a Vico. Imputati Lazhar Zouaoui, 46 anni, marocchino, residente in Italia e Francesco Benevento, 60 anni, originario di Cirò Marina.

Per l'accusa avrebbero ideato e compiuto un furto di monili, 29 fucili di caccia e da collezione e una pistola 7,65, armi rinvenute poco dopo dai carabinieri nel garage adiacente alla casa di Zouaoui che risiede a Ponsacco. L'inchiesta, diretta dal sostituto procuratore Salvatore Giannino e condotta dai carabinieri di Borgo Giannotti, grazie a una testimonianza che aveva notato una Citroen C3 nella zona dove venne messo a segno il colpo portò gli inquirenti verso il territorio pisano. Dalla targa i militari risalirono a Gabriela Giorgi, 50 anni, titolare di un ristorante dove Zouaoui era occupato come collaboratore familiare. I carabinieri controllarono la sua abitazione e poi, con l'autorizzazione della procura di Pisa, perquisirono il garage adiacente dove trovarono i fucili e la refurtiva. La donna e l'immigrato furono arrestati.

Pochi giorni dopo la posizione di Giorgi venne chiarita dopo essere stata ascoltata dall'autorità giudiziaria. Lei con il furto dei fucili e dei gioielli non c'entrava niente, e non è stata rinviata a giudizio come erroneamente riportato nell'edizione del 10 ottobre scorso (ce ne scusiamo con l'interessata e con i lettori). Non sapeva che qualcuno, per l'accusa il compagno assieme ad almeno un complice, aveva nascosto le armi rubate a San Cassiano a Vico nel garage annesso alla sua casa e che era stata utilizzata la sua auto, notata poco prima del furto in Lucchesia.

Lo stesso pm Giannino, pochi giorni dopo l'arresto, chiese per Giorgi l'archiviazione, non sussistendo elementi di colpevolezza a suo carico, e trasmise gli atti al gip. Anche la misura restrittiva decadde con le scuse dei carabinieri che avevano operato la perquisizione e sequestrato i fucili rinvenuti nel garage. In quel frangente - 9 luglio 2013 - i carabinieri, la procura o il legale della donna diedero la notizia dell'estraneità ai fatti della donna e della decadenza dell'arresto.

Nell'indagine furono incriminate altre due persone vicine all'immigrato. Francesco Benevento e Franco Catalano. Il primo, difeso dall'avvocato Bulleri, è stato accusato degli stessi reati di Zouaoui mentre il secondo è stato prosciolto dal gip Nerucci nell'udienza preliminare perché non era emersa con chiarezza la sua partecipazione al furto.

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