Il Tirreno

Pontedera

Ex Gozzini, nel 2016 3mila metri quadri saranno eliminati

di Giacomo Pelfer
Ex Gozzini, nel 2016 3mila metri quadri saranno eliminati

Il Comune rimuoverà le coperture vicine alle abitazioni Stanziati 70mila euro, l’intervento sarà fatto entro marzo

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SANTA CROCE. Partirà con i primi mesi del nuovo anno la “fase 2” dell'operazione ex officine Gozzini. Dopo la rimozione dell'amianto caduto al suolo, adesso tocca alle lastre in eternit più vicine alle abitazioni, per un'estensione totale di circa 3mila metri quadri. Non è ancora una soluzione definitiva ma certo si tratta di un bel passo avanti su una questione che, da anni, tiene banco nel dibattito santacrocese.

Un problema antico, che alla fine ha costretto l'amministrazione comunale ad un intervento d'ufficio. Dopo la mappatura di tutte le coperture in cemento-amianto (oltre 16mila metri quadri), eseguita nel 2014 dalla ditta Ingenia, l'amministrazione aveva già condotto un primo intervento la scorsa estate, finalizzato alla rimozione «delle lastre frantumate al suolo o in procinto di cadere», così come prescritto dalla Asl. Adesso si passa allo smantellamento vero e proprio di parte delle coperture, seguendo la scala di priorità dettata a suo tempo dalla perizia dalla Ingenia.

In questa fase, infatti, verranno rimosse tutte le coperture nel raggio di 5 metri da edifici residenziali, tenendo conto dei vari fabbricati che compongono il vecchio stabilimento abbandonato. Il tutto per un'estensione complessiva di 3mila metri quadri. «Il cronoprogramma inviato all'Ufficio prevenzione della Asl – annuncia il sindaco Giulia Deidda - prevede l'immediato espletamento di tutte le procedure, in modo da realizzare l'intervento entro marzo 2016 o comunque prima della prossima asta per la vendita del complesso».

Per adesso, insomma, a pagare sarà il Comune di Santa Croce che ha messo nel conto circa 70mila euro necessari. La speranza, però, è quella di riuscire a recuperare le somme investite qualora il mega complesso dovesse riuscire a trovare un compratore. Lo stabilimento, infatti, di proprietà della nota cooperativa Primavera 90, da anni in liquidazione, sarà messo nuovamente all'asta nei prossimi mesi. «Faremo valere il privilegio che ci spetta – dice Deidda - sulla somma ricavata dall'eventuale vendita». Per questo, in vista dei prossimi interventi necessari alla rimozione, il Comune si riserva di darne successiva comunicazione in base all'esito dell'operazione.

«Un'operazione – aggiunge ancora il sindaco – che rappresenta un passaggio importante negli obiettivi che questa amministrazione si è data in materia di tutela ambientale e di salvaguardia della salute. Il lavoro fatto e il reperimento di risorse pubbliche, seppur in un clima di ristrettezza, da investire in una proprietà che ricordiamo essere privata, dimostrano ancora una volta l'attenzione che questa amministrazione ha e continuerà ad avere. Siamo impegnati, inoltre, nel trovare una soluzione urbanistica dell’area, in modo da facilitarne la riqualificazione: la zona, infatti, è stata inserita dalla Regione tra quelle di “rigenerazione urbana”, in modo da semplificare e procedure amministrative anche in termini temporali».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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