Il Tirreno

Pontedera

l’andamento dell’industria in provincia

Tre mesi pieni d’ostacoli: produzione in calo dell’1,5%

Tre mesi pieni d’ostacoli: produzione in calo dell’1,5%

PONTEDERA. Tre mesi difficili per l’industria pisana. A causa di un mix settoriale sbilanciato verso il sistema moda, l'indagine condotta su di un campione di 139 unità locali manifatturiere pisane...

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PONTEDERA. Tre mesi difficili per l’industria pisana. A causa di un mix settoriale sbilanciato verso il sistema moda, l'indagine condotta su di un campione di 139 unità locali manifatturiere pisane con oltre 10 addetti segnala, per il terzo trimestre 2015, un'ulteriore flessione della produzione: -1,5% rispetto al medesimo periodo del 2014. Negative, infatti, sono le performance delle calzature e del pelli-cuoio, cui vanno ad aggiungersi la contrazione dell’elettrometalmeccanica. Crescono invece gli altri settori manifatturieri all'interno dei quali sono presenti il vetro e la chimica-farmaceutica.

Fatturato ed ordini tengono, ma solo sui mercati esteri. Oltre alla produzione anche il fatturato segna, nel terzo trimestre, una battuta d'arresto: -0,3%. Tuttavia quello realizzato oltre frontiera torna a crescere (+0,7%). Gli ordinativi continuano la loro fase discendente (-1,4%), ma anche in questo caso, quelli provenienti dai mercati esteri rimangono stabili.

Basso utilizzo degli impianti e calo degli ordini: un'industria che viaggia a scartamento ridotto. Prosegue nel terzo trimestre, grazie agli incentivi fiscali, la crescita dell'occupazione (+2,3% rispetto al medesimo periodo del 2014). Ciononostante, il numero di occupati nell'industria manifatturiera pisana è stimato ancora un 15% al di sotto rispetto al picco pre-crisi (2008). Altri segnali di come l'industria pisana non stia viaggiando a pieni giri vengono dal grado di utilizzo della capacità produttiva installata (sceso nel terzo trimestre 2015 al 73,2%, il valore più basso da inizio 2011) e dai giorni di produzione assicurata (67 giorni, il livello più basso degli ultimi dodici mesi).

L'industria più strutturata va meglio. Le unità produttive di maggiori dimensioni (oltre 49 addetti), segnano i risultati migliori su molti fronti. Crescono, nel terzo trimestre 2015, tanto la produzione (+0,1%) che, soprattutto, il fatturato (+2,7%). In terreno positivo anche gli ordinativi (+0,9%) mentre l'occupazione cala lievemente (-0,6%). Le piccola industria (da 10 a 49 addetti) perde invece sia in termini produttivi (-3,0%) che di fatturato (-3,3%). Gli ordinativi delle piccole industrie lasciano sul terreno il 3%.

Bene vetro e chimica-farmaceutica. Buona parte dei settori registrano, nel periodo luglio-settembre, una contrazione sia della produzione che del fatturato. Ancora una volta il peggior risultato è segnato dalle calzature (-4,7% la produzione e -5,1% il fatturato) seguito a ruota del pelli-cuoio che perde il 3,4% della produzione ed il 4,4% del proprio giro d'affari. Andamento differenziato, in ragione della sfasatura temporale tra produzione e fatturazione, quello della metalmeccanica-mezzi di trasporto ed elettronica che perde il 4,1% della produzione a fronte di una crescita del 2,7% del fatturato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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