Il dolore
Distrutta l’auto di un’imprenditrice L’ex sarà processato
Nei guai un cinquantenne accusato di atti persecutori Il pm Flavia Alemi ha chiesto il giudizio immediato
PONTEDERA. Giudizio immediato per l’uomo arrestato dai carabinieri di Pontedera nei giorni scorsi dopo che aveva preso a mazzate l’auto della sua ex convivente, una imprenditrice di Pontedera. Il pubblico ministero Flavia Alemi, considerata l’evidenza di quanto emerso durante le indagini, ha chiesto il giudizio immediato per l’uomo e il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Pisa, Guido Bufardeci, ha accolto la richiesta e fissato il processo per il 10 febbraio.
Pesanti le accuse nei confronti dell’imputato, che ha 52 anni e risiede in Valdera e che probabilmente resterà in carcere fino al processo. È accusato di atti persecutori per avere più volte minacciato e molestato la ex convivente così da costringerla a cambiare le sue abitudini di vita per cercare di sottrarsi alle continue pressioni dell’ex. La donna, assistita dall’avvocato Ivo Gronchi di Pontedera, si è rivolta più volte ai carabinieri anche se l’episodio che l’ha convinta a denunciare l’uomo è stato soprattutto quello del danneggiamento dell’auto.
Dalle indagini è emerso che l’ex la tempestava di messaggi anche con minacce di morte, si appostava davanti alla sua azienda e la offendeva anche davanti ad estranei. In un’occasione l’uomo si è impossessato di un furgone dell’azienda che avrebbe dovuto essere utilizzato per trasportare alcuni materiali dell’impresa stessa di proprietà della parte offesa. All’inizio di ottobre - questo è quanto è emerso dalle indagini - ha aggredito l’imprenditrice causandole lesioni al braccio destro, giudicate guaribili in cinque giorni. Quel giorno l’uomo aveva tentato di entrare nell’azienda e, quando la donna aveva provato a fermarlo, aveva reagito bruscamente, strattonandola e prendendola per i capelli. Infine, l’episodio del danneggiamento dell’auto e la decisione della donna di chiedere aiuto agli amici. Aveva così paura delle reazioni dell’ex che è arrivata a chiedere agli amici di ospitarla a dormire per non rimanere da sola con la figlia.
Gravi dunque i reati contestati, non solo gli atti persecutori, ma anche le lesioni personali e le minacce. C’è poi un episodio di estorsione e un furto avvenuto nell’azienda della donna.
Sempre nel mese d’ottobre l’uomo, questa l’accusa, ha minacciato di fare esplodere l’azienda della sua ex se lei non gli avesse consegnato una somma di denaro.
Poi l’arresto e la fine di un incubo.
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