Il Tirreno

Pontedera

Concerie, in dieci anni tremila nuovi assunti

Concerie, in dieci anni tremila nuovi assunti

Le associazioni di categoria: «Per il 2016 segnali di ripresa»

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE.

La cena degli auguri, anche quest’anno organizzata al Museo della conceria a Santa Croce, ha fatto registrare due novità. La prima riguarda una ritrovata intesa tra le due associazioni di settore: l’evento è stato organizzato dall’Assoconciatori di Santa Croce e dal Consorzio di Ponte a Egola. La seconda novità, invece, riguarda un clima di ritrovata e moderata fiducia, anche con uno sguardo al lungo termine, tanto che si arrivano a ipotizzare l’ingresso di tremila lavoratori nel settore nei prossimi dieci anni.

«La crisi non è ancora alle spalle, ma nel complesso la concia made in Toscana regge e si conferma uno dei settori più vitali del manifatturiero, pronto a rinnovarsi per crescere ancora e conservare la sua leadership sul mercato mondiale», ha detto il presidente dell’Associazione conciatori di Santa Croce, Franco Donati, al quale il collega di Ponte a Egola, Michele Matteoli, ha lasciato l’onere di tracciare il consuntivo del settore. Appare dunque fiducioso l'approccio con cui i conciatori guardano al nuovo anno. Tra gli oltre 300 ospiti presenti all'evento - catering e allestimenti hanno reso molto accogliente ambienti vocati al lavoro - erano numerosi, con gli imprenditori, anche i rappresentanti di autorità, istituzioni e di tutte le categorie produttive del territorio. Numerosi i sindaci e gli amministratori del comprensorio.

«Intorno all'industria conciaria di questo comprensorio – ha aggiunto il presidente di Assoconciatori, Donati – si sviluppa un articolato sistema socio-economico in cui ciascuna parte si impegna a concorrere al benessere complessivo. Negli anni l'industria conciaria è cresciuta e con essa è maturato l'intero sistema distrettuale di questo territorio: continuando a fare squadra, possiamo migliorarci ancora e prepararci alle nuove sfide, innanzitutto un nuovo anno che porta con sé incognite legate ad un mercato continuamente in evoluzione e poi attuare le necessarie strategie per mantenerci competitivi e innovativi».

Ricerca, formazione e sostenibilità ambientale continueranno ad essere le maggiori aree su cui si concentrano gli investimenti dei conciatori toscani. «Prosegue il nostro programma per l'attuazione delle iniziative legate alla nuova certificazione della qualità della pelle e per valorizzare sempre più l'impegno dei conciatori del distretto: in un mercato globale così attento alle tematiche ambientali ed etiche, crediamo che siano maturi i tempi perché venga riconosciuto ciò che investiamo per mantenerci al top anche nel prossimo futuro».

Il dato che maggiormente ha colpito è quello dell’occupazione e delle prospettive per i giovani: «Pensiamo che ci sia la possibilità di avere circa tremila nuovi posti di lavoro nei prossimi dieci anni». Il futuro, quindi, passa per le nuove generazioni di imprenditori e nuovi professionisti della filiera-pelle. «Giovani che già sono protagonisti delle dinamiche di questo distretto – ha aggiunto Donati – favorendo un ricambio generazionale che ne facilita lo sviluppo e il mantenimento».

L’anno prossimo sarà centrale il ruolo del Polo tecnologico conciario (Poteco) che si candida ad essere punto di riferimento per studenti provenienti da tutto il mondo interessati a formarsi in aree specifiche dell'intera filiera-pelle. (s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web