Il Tirreno

Pontedera

Un anfiteatro come l’arena del colosseo

di Andreas Quirici
Un anfiteatro come l’arena del colosseo

È più grande di quanto era stato ipotizzato all’inizio la struttura archeologica scoperta l’estate scorsa

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VOLTERRA. Un anfiteatro più grande del previsto, paragonabile, come grandezza, all’arena del Colosseo di Roma, con tre ordini di gradinate dove potevano sedere tra le otto e le diecimila persone. Ma un anfiteatro soprattutto spostato al centro della valle a Porta Diana dov'è stato ritrovato. Un "inconveniente" che rischia di complicare non poco lo scavo per riportarlo in superficie. «Anche perché dovrebbe lambire, se non essere sotto la collina dov'è situato il cimitero di Volterra. E questo potrebbe rappresentare un problema quando cominceremo a scavare sul serio», ha detto Elena Sorge, funzionario della Soprintendenza dei beni archeologici della Toscana, a margine del convegno "Lavori in corso 2.0" in cui è stato fatto il punto dell'attività archeologica a Volterra, con particolare riferimento proprio all'anfiteatro romano rinvenuto la scorsa estate.

Fu in quel momento che gli archeologi impegnati nella valutazione del ritrovamento dissero che si trattava di una forma ellittica grande 80 metri per 60. Dopo i primi saggi archeologici, ma soprattutto le indagini col georadar e con le tecniche geofisiche, si è arrivati a capire che l'anfiteatro volterrano è grande 90 metri per 70. Resta invariato il calcolo della profondità in cui si trova la struttura, compreso tra i sei e i dieci metri sotto terra.

«Forse l'anfiteatro è grande ancora qualche metro in più - ha spiegato Annalisa Morelli della ditta Soing di Livorno che, con indagini geofisiche e insieme all'équipe dell'Università di Genova, guidata da Carlo Battini, sta partecipando al recupero e all’elaborazione dei dati tramite i quali si arriverà alla definizione dell'anfiteatro - Ma saremo più precisi entro marzo, quando dovremmo avere pronto il progetto di scavo definitivo».

A quel punto dovrebbe essere definita anche l'entità dell'investimento per riportare alla luce quello che venne descritto come «la più importante scoperta archeologica in Italia nell'ultimo secolo».

Sorge, poco tempo fa, ha ipotizzato tre milioni di euro necessari per ultimare lo scavo. «Ho l'impressione che potrebbero bastare - ha detto il sindaco Marco Buselli - Anche se dovremo considerare pure i fondi per il restauro dei reperti ritrovati. Abbiamo già contatti con aziende private per trovare finanziatori da unire alle risorse che, speriamo, possa investire lo Stato. Una opportunità potrebbe arrivare dall'Art bonus, un’iniziativa che garantisce detrazioni fiscali a chi investe in cultura. Di sicuro l'obiettivo è quello di partire ad aprile con il progetto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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