Il dolore
Timbratura e fuga: 5 indagati
I dipendenti strisciavano il badge, poi andavano dall’estetista, al bar o a fare la spesa
PISA. Puntuali all’appuntamento con il timbro del cartellino, comodi nel sedersi dietro alla scrivania. Tra la strisciata del badge e il lavoro c’era un intervallo ricreativo, all’esterno dell’ufficio, che è stato filmato e pedinato dagli investigatori.
Indagati. Il risultato è che cinque dipendenti (quattro donne e un uomo) dell’università di Pisa sono indagati per truffa e interruzione di pubblico servizio. Uno dei dipartimenti è quello di Filologia, Letteratura e Linguistica in piazza Torricelli. Non risultano, al momento, provvedimenti disciplinari da parte del rettore.
Estetista e spesa in orario di lavoro. Timbravano e uscivano per fatti loro, anche in compagnia dei familiari. Solo che quando lasciavano il palazzo in centro, si “dimenticavano” di passare il badge per registrare l’assenza. E così l’impiegata che andava dall’estetista o la collega che con il marito si recava a fare la spesa, oppure gli altri indagati che si intrattenevano al bar, lo facevano in orario di lavoro. Orario retribuito dall’università e impiegato, in quelle porzioni di tempo accertate dagli investigatori, per fare tutto fuorché lavorare.
Indagini concluse. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Flavia Alemi, è terminata dopo mesi di attività. Nei prossimi giorni verranno notificati gli avvisi di chiusura delle indagini ai cinque indagati, un atto che precede l’eventuale richiesta di rinvio a giudizio. Dal ricevimento dell’avviso, i dipendenti avranno 20 giorni di tempo per accedere ai documenti e chiedere di farsi interrogare o presentare delle memorie difensive.
Come nasce l’inchiesta. Come spesso accade negli ambienti del pubblico impiego, l’arrivo degli investigatori è stato sollecitato da una segnalazione precisa e circostanziata. L’attività di una sindacalista, ritenuta un po’ troppo disinvolta nel rispetto degli orari, ha dato il via a un accertamento sul campo durato dall’inizio dell’anno.
Video e appostamenti. All’installazione di una telecamera puntata sugli apparecchi di rilevazione delle presenze e sugli accessi nel dipartimento, si è aggiunto l’appostamento di investigatori in borghese. Per alcuni dipendenti monitorati, le riprese sono state limitate nel tempo a causa di un trasferimento ad altro ufficio universitario e, in un altro caso, per lo stop dovuto a un problema di salute di una delle indagate che per alcuni mesi è rimasta lontana dal posto di lavoro. Le riprese video e le foto sono servite a catturare le immagini della strisciata e la conseguente uscita dal palazzo. Una direzione opposta a quella che i dipendenti avrebbero dovuto imboccare.
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