Il Tirreno

Pontedera

Ora Migliavacca è vescovo È il più giovane d’Italia

di Anna Ghezzi
Ora Migliavacca è vescovo È il più giovane d’Italia

L’ordinazione a Pavia, presenti oltre duecento fedeli giunti da San Miniato Il successore di monsignor Tardelli arriverà nella città della Rocca il 20 dicembre

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PAVIA. Un pensiero al giovane amico Andy (Rocchelli) ucciso mentre documentava l'Ucraina dilaniata dalla guerra, al giovane Michel, a Silvia e Giulia che non ci sono più.

Un grazie agli scout per i quali ha celebrato messe in montagna e camminato con l'uniforme, un altro ancora al seminario e al suo paese d'origine, Binasco, dove ha iniziato l'impegno in oratorio. E poi alla parrocchia di San Genesio, ai compagni di studio di Roma.

Don Andrea Migliavacca, ex rettore del seminario vescovile di Pavia, ieri ha ricevuto l'ordinazione dal "suo" vescovo Giovanni Giudici, in una cattedrale gremita: ora monsignor Andrea Migliavacca, 48 anni, è il vescovo più giovane d'Italia.

E ieri Giudici ha celebrato il suo ultimo San Siro a Pavia, il sedicesimo dal suo insediamento a gennaio 2004. Il 16 novembre, infatti, è stato nominato il suo successore alla guida della diocesi di Pavia: Corrado Sanguineti che si insedierà il 24 gennaio. «Questa festa di San Siro è per noi piena di gioia - ha detto Giudici - perché un figlio di questa nostra chiesa pavese, don Andrea Migliavacca, è stato chiamato ad essere pastore della comunità di San Miniato», successore di monsignor Fausto Tardelli.

«Oggi tu diventi il rappresentante della tua comunità e il suo servitore», ha ricordato il vescovo emerito al neo nominato Andrea Migliavacca.

Migliavacca ha risposto «Sì, lo voglio» alle domande della liturgia e, dopo l'imposizione delle mani dei vescovi e aver ricevuto l'unzione crismale, ricevuto il Vangelo, l'anello, la mitra e il pastorale, l'abbraccio di pace degli altri vescovi, monsignor Andrea Migliavacca è stato acclamato con un lungo, lunghissimo applauso dagli scout in uniforme, dalle autorità civili e militari, dai parrocchiani, da tantissimi giovani, amici e sacerdoti della diocesi che lo hanno accompagnato.

Giudici nell'omelia ha ripercorso le scelte di don Andrea: «Quante prospettive interessanti si aprivano per te - ha detto -: il lavoro, gli affetti di una famiglia, una strada da percorrere con una intelligenza viva e una notevole sensibilità. Entrare in seminario ha significato abbandonare tutto questo e, di fronte a tutti, consegnarsi pienamente e decisamente al Signore, prendendo anche una posizione pubblica nei suoi confronti». Giudici ha ricordato la scelta di «insegnare il coraggio della carità, annunciare e celebrare la misericordia».

E sulla chiamata a diventare vescovo, Giudici ha sottolineato la necessità di mettersi al servizio della comunità al fianco degli ultimi: poveri, stranieri, malati, senza tetto.

«Oggi tu diventi il rappresentante della comunità e suo servitore - ha detto Giudici - Alla comunità cristiana di cui sarai pastore è affidato il compito di testimoniare il Signore sacrificato e vivente. Con la tua Chiesa, e non solo con la tua vita, ti è affidata la missione di testimoniare al mondo la salvezza di Dio».

La preghiera della chiesa pavese per il nuovo vescovo? «Che tu sappia trovare dovunque il Signore, qualunque sia l'ambiente che frequenterai, le persone che incontrerai», ricordando che «il posto di Gesù forestiero e senza casa è occupato da quella gente che oggi abita negli atri delle stazioni, nei campi di accoglienza, lungo le frontiere rese invalicabili agli stranieri».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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