Attenzione
“Guardie di città” ferme entro una settimana
Se l’istituto di vigilanza non si adegua alla sanzione decisa dalla prefettura rischia di incorrere nella revoca della licenza. Il richiamo del prefetto Visconti
CASCINA. L’ordinanza del Tar della Toscana con cui è stata respinta l’istanza di tutela cautelare contro il decreto del 27 ottobre scorso, a firma del prefetto di Pisa Attilio Visconti, mette un ulteriore punto fermo nella vicenda che riguarda le sanzioni amministrative decise nei confronti dell’istituto di vigilanza di Pisa dopo il grave fatto di sangue avvenuto a metà agosto nei pressi del Palabingo di Navacchio dove è morta una guardia giurata.
In seguito all’ispezione effettuata in maniera congiunta dalle forze di polizia nella sede dell’azienda di proprietà di Mariano Bizzarri e alle diffuse irregolarità riscontrate nella gestione dell’istituto il prefetto ha decretato la sospensione dell’attività per trenta giorni dell’istituto che dovrà anche pagare una multa di 40mila euro. Il 3 dicembre il Tar ha respinto il ricorso presentato dalle “Guardie di città” e di conseguenza non c’era ragione per tenere congelata la sanzione. L’istituto deve sospendere l’attività per trenta giorni. Se non lo farà, rischia di incorrere in una sanzione ben più grave, come potrebbe essere la revoca della licenza.
In questi giorni, cioè da quando è stato reso noto l’esito del Tribunale amministrativo della Toscana, l’azienda ha continuato a lavorare come sempre e non risulta che i clienti siano stati informati dell’imminente possibilità che il servizio di vigilanza da loro affidato alle “Guardie di città” subisca uno stop. Così la prefettura ha di nuovo informato l’azienda e il suo titolare, Mariano Bizzarri, che il procedimento amministrativo e la conseguente sanzione decisa ad ottobre dovranno fare il loro corso anche se l’azienda porterà il contenzioso davanti al Consiglio di Stato. Quindi l’istituto di vigilanza privata ha una settimana per organizzarsi e sospendere in maniera temporanea i servizi. La prefettura ha di nuovo richiesto all’azienda di fermarsi per un mese. Un obbligo a cui non può sottrarsi una volta che saranno trascorsi 15 giorni dalla notifica dell’ordinanza del Tar. Lo stop temporaneo riguarderà tutte le attività previste dalla licenza non solo a Pisa ma con riferimento ai territori comunali in cui l’istituto opera, esterni alla provincia di Pisa. Sono previsti ora alcuni passaggi obbligati: le “Guardie di città” dovranno consegnare alla prefettura di Pisa le licenze dell’istituto stesso e delle guardie particolari giurate che saranno trattenute solo per il periodo in cui resta in vigore la sospensione. Dovranno anche fornire l’elenco completo dei soggetti che beneficiano dei servizi dell’istituto. La questura è incaricata di verificare che il provvedimento prefettizio (in qualche modo rafforzato, se mai ce ne fosse stato bisogno, dalla decisione del Tar) venga rispettato. Al questore di Pisa il prefetto ha chiesto di effettuare i necessari controlli per verificare se le “Guardie di città” si fermeranno per un mese, come previsto dal decreto prefettizio. Atto questo metà agosto vicino al Palabingo di Navacchio è morto Davide Giuliani, 46 anni, di Montecalvoli, padre di due bambine, il quale si è improvvisato rapinatore perché strangolato dalla morsa dei debiti. Ad ucciderlo è stato Simone Paolini, 37 anni, che ha reagito e ha sparato per difendersi al rapinatore-collega che lo aveva minacciato con una pistola. Quest’ultimo aveva il porto d’armi scaduto da mesi, ma l'azienda continuava ad impiegato nei servizi armati che lui non avrebbe potuto svolgere. Da qui, inevitabilmente, sono scaturiti i controlli nell’azienda che si sono conclusi con una dettagliata relazione della questura di Pisa. Undici pagine che fotografano numerose violazioni. Tanto che la questura conclude dichiarando che è emersa «un’incapacità gestionale da parte del titolare dell’istituto facendo venire meno il presupposto della capacità tecnica necessaria per gestire un istituto di vigilanza».
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