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Provincia in crisi, il futuro della variante fa paura a Castelnuovo

Provincia in crisi, il futuro della variante fa paura a Castelnuovo

Allarme del sindaco Ferrini dopo il ventilato default dell’ente «La politica deve darci garanzie sulla strada mai inaugurata»

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CASTELNUOVO VALDICECINA. «Così si va al dissesto. I sindaci non ci stanno a fare i liquidatori». Le parole del sindaco di Pisa, ma soprattutto presidente della Provincia, Marco Filippeschi, di alcuni giorni hanno messo in allarme tutti. Compreso il sindaco di Castelnuovo Valdicecina, Alberto Ferrini che da anni ormai è alle prese con uno dei più grossi flop tra le opere pubbliche gestite dalla Provincia: la variante Sr 439. La strada franata poco prima dell’inaugurazione e costata 11 milioni di euro.

I 2,2 chilometri di asfalto sono pronti dal 2013, ma il mancato rispetto del capitolato da parte della ditta costruttrice (la Alpin srl di Torrecuso, in provincia di Benevento) ha portato la Provincia a dichiararne la “non collaudabilità” e ad aprire un contenzioso con l’azienda campana. Ma tutto questo senza informare in maniera compiuta l’amministrazione comunale del paese della Valdicecina che invece di poter usufruire di un’arteria in grado di eliminare il traffico pesante dal centro storico, non sa neppure cosa succederà l’anno prossimo, quando potrebbe arrivare il default dell’ente provinciale.

«Lo scenario ventilato dal presidente Filippeschi ci preoccupa molto - dice il sindaco Ferrini - perché non sappiamo cosa sarà della variante di Castelnuovo. Salvo un documento in cui si affermava che la strada non poteva essere collaudata per via delle numerose irregolarità durante la costruzione, non abbiamo mai ricevuto nessuna comunicazione da parte della Provincia. E questo non va per niente bene».

Ferrini non è nuovo ad appelli e allarmi del genere rispetto a quella strada che osserva il paese dall’alto, minacciandolo pure in caso di piogge violente o maltempo particolarmente pesante. «Entro la fine di quest’anno ci muoveremo per capire fino in fondo quali potranno essere le soluzioni - prosegue il sindaco - ma è chiaro che, a questo punto, anche la politica dovrà prendersi le sue responsabilità. Troppo facile far parlare solo i tecnici dei vari uffici. Qui serve che chi gestisce la direzione politica dell’ente prenda la parola e ci dia tutte le spiegazioni del caso. Non fosse altro per l’ingente spreco di denaro pubblico che è stato finora prodotto con questa strada mai inaugurata».

Secondo quanto spiegato dalla Provincia recentemente, il mancato rispetto del capitolato da parte della ditta riguarderebbe l’assenza di calce nei terreni usati per la massicciata».

Andreas Quirici

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