Il Tirreno

Pontedera

I 5 stelle al comune di santa croce

«Diteci dov’è il cemento-amianto»

Chiesta l’esatta mappa delle condotte con la fibra cancerogena

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SANTA CROCE. Tornano a chiedere una mappatura puntuale i 5 Stelle di Santa Croce, per conoscere l’esatta collocazione di tutte le condotte contenenti cemento-amianto. Una richiesta che arriva a pochi giorni dall'allarme suscitato dai campionamenti effettuati da Acque spa, lo scorso luglio, in via del Bosco (e pubblicati sul sito dell’Autorità idrica toscana), dove è stata riscontrata la presenza di ben 72737 fibre di amianto per litro; dato che fa balzare la cittadina conciaria al secondo posto in regione.

Da qui la richiesta dei Cinque Stelle che già a settembre avevano presentato un'interpellanza, sempre per chiedere la mappatura delle condotte “inciminate”. «In quell’occasione - dicono - le dichiarazioni del sindaco e principalmente dell’assessore all’ambiente Baldacci furono a nostro avviso disarmanti. Oltre a non rispondere sulla collocazione, è stata di fatto negata la pericolosità delle fibre presenti nelle condotte idriche, citando fonti autorevoli come l'Oms ma datate al 2001». L'amministrazione, inoltre, aveva riferito che la presenza di fibre rilevate a Santa Croce risultava fino a quel momento pari a zero. «Per quanto concerne il rischio da ingestione - riprendono i 5 Stelle - se da una parte le organizzazioni mondiali come l'Oms o l'Istituto superiore della sanità sembrerebbero escludere possibili rischi, è altrettanto vero che esistono altrettanti studi che danno pareri differenti. Per una parte del mondo scientifico, infatti, non esistono studi sufficienti che escludano con certezza l'insorgenza di tumori maligni, come la Risoluzione del parlamento europeo del 14 marzo 2013».

Da qui l'accusa di impreparazione nei confronti del sindaco e dell'assessore, con tanto di “suggerimento” di dimissioni rivolto soprattutto a quest'ultimo: «Adesso poco importa se a settembre Baldacci e il sindaco fossero a conoscenza degli ultimi dati rilevati a luglio, ma di certo dimostra la loro impreparazione. Alla luce di tutto ciò, pensiamo che se qualcuno valutasse le proprie dimissioni non si potrebbe definire “un fulmine a ciel sereno”». (g.p.)

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