Il Terzo Polo: la sinistra non voti la variante Coop
CASCINA. «Una cosa è certa: questa è la fine di un progetto politico!». Lo sostengono i consiglieri del Terzo Polo riferendosi all’uscita della Federazione della Sinistra dalla maggioranza: «A...
CASCINA. «Una cosa è certa: questa è la fine di un progetto politico!».
Lo sostengono i consiglieri del Terzo Polo riferendosi all’uscita della Federazione della Sinistra dalla maggioranza: «A Cascina non si è mai partiti, altro che cambio di passo, slogan del sindaco Antonelli. L’uscita dalla maggioranza della Federazione della Sinistra, che ha sbattuto la porta in modo clamoroso, ha definitivamente stabilito che il mandato del sindaco non ha rispettato le attese, ha di fatto ignorato il programma per il quale era stato eletto e che aveva dichiarato di attuare durante i suoi 5 anni di mandato. Ma la domanda sorge spontanea: dove erano i rappresentanti della FdS quando tutto ciò accadeva? Non pensiamo vogliano farci credere che sia successo tutto in poche settimane. Perché hanno votato la variante urbanistica, quando dicono che già dopo pochi mesi dall’inizio è mancato qualsiasi confronto politico con le altre forze di coalizione (parte di Sel, Idv, Socialisti) che si trovavano costretti a lasciare la maggioranza proprio perché lamentavano la stessa chiusura al confronto e la differenza tra cosa veniva fatto e quello che era stato promesso in periodo elettorale? E quando il Terzo Polo per Cascina ha fatto presente, più volte, che all’amministrazione mancava ogni visione sulla messa in sicurezza del territorio, di progettazione per lo sviluppo di opportunità di lavoro, di visione sul mantenimento dei posti delle aziende che chiudevano, sui licenziamenti del personale del Politeama, sulla gestione del Remaggi, sul rischio chiusura del Polo Tecnologico, perché la FdS ha sostenuto le scelte che ora giudicano sbagliatissime?».
«L’invito - prosegue il Terzo Polo - è che adesso anche la FdS possa dare un contributo per fermare l’evidente mancanza di idee e di politiche per il territorio Il primo passo potrebbe essere quello di non approvare il secondo stralcio della variante urbanistica, quello che consentirebbe ad Unicoop di cementificare sui suoi 60.000 mq di terreno agricolo».
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