Il Tirreno

Pontedera

Il metalmeccanico va a due velocità

di Andreas Quirici
Il metalmeccanico va a due velocità

Alcune aziende in cassa integrazione, altre lavorano su tre turni

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PONTEDERA. Stop ai lavori in alcune aziende metalmeccaniche della zona. Natale e Capodanno portano il consueto fermo che per chi è legato a Piaggio si prolunga fino a gennaio inoltrato. Ma per chi non lo è queste sono giornate intense. Come alla Promec di Perignano, dove si lavora su tre turni fino al 18 dicembre per poi ripartire subito il 4 gennaio con commesse per il settore automotive italiano e tedesco. E mentre le ditte dell’indotto collegate alla casa delle due ruote pontederese sono alle prese con cassa integrazione e contratti di solidarietà (quest’ultimo ammortizzatore sociale è lo stesso usato per la gestione dei cali di lavoro alla Piaggio), in altre realtà dello stesso settore si viaggia a vele abbastanza spiegate, considerata la crisi.

Tra luci e ombre. Alcune di queste “isole felici” sono elencate da Stefano Benvenuti, sindacalista della Fiom Cgil: «Un esempio è la Pistoni Asso, dove le commesse sono ancora numerose. Un altro è Pentair, dove gli operai hanno ancora carichi di lavoro piuttosto intensi. Entrambe le aziende, però, sono piuttosto slegate dall’andamento di Piaggio». Mentre chi dipende ancora dal colosso delle due ruote non vive la stessa situazione. «I nomi sono quelli di Pieracci Meccanica, Officine Ristori e Donati - prosegue Benvenuti - Tre realtà industriali di primo piano che cercano strade alternative. Strade che, al momento, non si sono concretizzate. E inevitabilmente restano ancorate alle scelte di Piaggio».

La svolta a marzo. Un esempio lampante è quello riguardante la possibilità d’interrompere il contratto di solidarietà nella stessa Piaggio per il mese di marzo. Lo strumento scelto per gestire i cali di produzione offre questa possibilità ed è stato adottato proprio per essere il più flessibili possibile rispetto all’andamento del mercato delle due ruote. Sindacati e azienda s’incontreranno a febbraio per cominciare il confronto sull’immediato futuro. Ma la sensazione è che si arriverà proprio a quel passo. Una decisione che sarà basata sul previsto incremento aumento del mercato, e quindi di produzione, oltre al fatto che l’azienda ha intenzione di far rientrare a Pontedera alcune lavorazioni che finora sono state realizzate all’estero. E la conferma di tutto questo viene da una grossa ditta dell’indotto che ha già previsto l’interruzione dell’ammortizzatore sociale utilizzato al momento.

Inversione di marcia. Calcoli che, al momento, non riguardano Simone Bagnoli, presidente della Promec, azienda nata sulle ceneri di Ghiara Meccanica (che ha chiesto il concordato), dove il lavoro non manca. «Faccio i dovuti scongiuri - dice Bagnoli - ma la situazione è esattamente questa. Stiamo lavorando molto in questo periodo. Ma il motivo va ricercato nelle scelte di Piaggio che ci hanno obbligato a cambiare forzatamente strada per ricercare commesse».

Indotto competitivo. Il caso di Promec è emblematico di una situazione che, in 15 anni è stata stravolta. «All’inizio degli anni duemila la mia azienda era collegata a Piaggio al cento per cento - riprende Bagnoli - Oggi mi sono rimaste alcune lavorazioni per due veicoli della casa pontederese che dovrebbero essere messi fuori produzione a breve. E la mia situazione è comune a molte altre aziende storiche dell’indotto. Cosa avrei dovuto fare? Cambiare strada, naturalmente. E sono diventato competitivo per l’industria dell’auto tedesca. Anche se la mia speranza è quella che Piaggio torni a investire in maniera decisa in Valdera. Qui ci sono aziende con competenze e professionalità ideali per lavorare con una realtà importantie come Piaggio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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