Il Tirreno

Pontedera

Un dipinto prezioso ritrovato nel deposito della chiesa di Lari

di Alessandro Marmugi
Un dipinto prezioso ritrovato nel deposito della chiesa di Lari

È un quadro di Cipriano Melani, vissuto nel XVII secolo Si tratta dell’unica tela che porta la firma del pittore pisano

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LARI. Per quasi 70 anni è stato lasciato accantonato in un deposito, insieme ad altri oggetti di poco valore, sepolto dalla polvere. Nessuno infatti sapeva che quel dipinto, quell’ “adorazione dei pastori” che si trovava nel ripostiglio della chiesa di San Leonardo e Santa Maria Assunta a Lari custodiva un immenso segreto. Lunghe settimane di restauro hanno infatti riportato alla luce la firma apposta sulla tela, quella di Cipriano Melani pittore pisano vissuto nella prima metà del XVII secolo, ricordato perché aveva lavorato in varie chiese e conventi della città.

A lui era stato possibile attribuire soltanto un'altra opera fino ad adesso, perché molte delle sue realizzazioni sono andate distrutte, ma quella di Lari è l’unica tela esistente con apposta la firma dell’autore e la data. La scoperta è avvenuta circa due mesi fa, quando il quadro, che si trovava nel ripostiglio della chiesa del paese ha attirato l’attenzione del professor Roberto Ciardi che nelle poche zone ancora leggibili ha notato la mano di un pittore di notevole energia espressiva. Da qui l’idea di restaurare il dipinto che non faceva più bella mostra di se in chiesa ormai dagli anni 40, quando era stato inspiegabilmente accantonato.

Dopo circa un mese e mezzo di lavori, effettuati con cura dalla dottoressa Maria Teresa Leotta per riportare la tela al suo antico splendore, ecco l’incredibile scoperta: la firma del pittore che ha realizzato l’opera, ovvero Cipriano Melani e la data, 1644. Il ritrovamento è considerato di notevole importanza perché a Melani era stato possibile riferire con ragionevole certezza un’unica opera, il Martirio di Sant’Agata, oggi nella chiesa pisana di San Paolo a Ripa d’Arno, mentre gli altri dipinti, attestati dalla letteratura antica e dai documenti, erano da ritenersi scomparsi, perché coinvolti nelle distruzioni causate dalla seconda guerra mondiale.

Di un paio di altre pitture, tra quelle citate dai documenti di archivio, sono state tentate identificazioni, non sempre assolutamente convincenti, con quadri di soggetto sacro, ancora esistenti in chiese del contado pisano. Un catalogo, comunque, assai scarso, che rende Melani un “pittore raro”.

Quella effettuata nella chiesa larigiana dunque è l’unica opera firmata dall’artista esistente al mondo. I lavori di restauro sono terminati da poco e oggi il dipinto tornerà in chiesa a Lari, ma questa volta non sarà certo messo in ripostiglio. Sarà appeso in chiesa e illuminato con un faro speciale per farne risaltare la straordinaria bellezza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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