Sicurezza
«Sto bene ma la mia vita è cambiata»
Parla Giada, 27 anni: a gennaio entrò in coma dopo uno schianto in Fi-Pi-Li
CASTELFRANCO. «Non ho più guidato da quella sera, ma ogni volta che salgo in auto al posto del passeggero ho paura. Ci vogliono mille occhi quando si è al volante, perché basta una minima distrazione per dare vita a una tragedia». Giada Marzocchini oggi sta bene, ha ripreso a camminare e a uscire con le amiche. Ha ancora addosso i segni di quella tremenda notte del 3 gennaio scorso.
«Devo operarmi a un polso e al ginocchio, spesso accuso dolori, ma complessivamente sto bene. Durante la notte mi sveglio ripensando all’incidente, ci vorrà tempo per superare tutto, ma ci sto lavorando con l’aiuto di uno psicologo e uno psichiatra». La 27enne originaria di Viareggio, residente nel comune di Castelfranco di Sotto, all’inizio del 2015 è stata protagonista d’un grave incidente in Fi-Pi-Li, all’altezza di Navacchio. Giada perde il controllo della sua Peugeot Blu, l’auto si ribalta e finisce rovesciata in mezzo alla carreggiata. Con lei ci sono il cugino e un amico, Marco e Jois, che riescono a uscire dall’abitacolo. I due ragazzi tentano di rimettere in piedi quello che ormai è un ammasso di lamiere. Nel frattempo un’altra auto sopraggiunge. Marco e Jois, allertati dalle urla di Giada, incastrata al posto di guida, riescono a sfuggire all’impatto. La ragazza invece viene colpita in pieno. I vigili del fuoco lavorano a lungo per estrarla. Dopo alcuni giorni di coma, il risveglio. A dieci mesi di distanza Giada parla di come è cambiata la sua vita: «Niente è più come prima. Passo le giornate negli ospedali a fare visite di controllo, ho spesso incubi, dormo poco. Ogni volta che sento o leggo la notizia d’un incidente mi vengono i brividi». E pensare che quel venerdì sera era iniziato con l’intenzione di andarsi a divertire in discoteca: «Ai giovani dico di pensarci cento volte prima di guidare. In un attimo mi sono ritrovata a sbattere sul new-jersey, senza possibilità di riprendere il controllo dell’auto. Qualsiasi colpo che sento m’impaurisco. Ragazzi - dice ancora Giada rivolgendosi ai coetanei - piuttosto prendete un taxi, ma se decidete di guidare fatelo usando la massima prudenza». Un messaggio Giada vuole inoltrarlo anche alle amministrazioni comunali, affinché modifichino la viabilità nei punti critici: «Ci sono tratti stradali in cui si verificano spesso scontri, anche se non è il mio caso. Ai dirigenti comunali dico di garantire la massima sicurezza agli automobilisti. Da un incidente stradale si può anche riuscire a salvarsi, ma è un ricordo drammatico che resta scolpito dentro per tutta la vita».
Tommaso Silvi
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