Sicurezza
Scatta la pantera nelle scuole cascinesi
Corteo funebre con manifesti listati a lutto per evidenziare i problemi dell’istruzione. Momenti di tensione al Pesenti in aria di occupazione
CASCINA. Per il liceo artistico Russoli e le scuole del comprensorio cascinese, sembra solo l'inizio della protesta. La mattinata degli studenti era iniziata presto, con un corteo per le vie del centro storico invase dal mercato settimanale. Tra le bancarelle, una ventina di liceali hanno inscenato il funerale dell'istruzione pubblica, «definitivamente - dicono - distrutta dalla legge 107 (anche chiamata la buona scuola) varata in estate dal governo Renzi». Dopo il rientro in classe e un'animata assemblea d’istituto, gli studenti hanno deciso di tornare in strada per continuare la giornata di protesta. I circa cento manifestanti si sono così riuniti in piazza dei caduti per la libertà. Da lì, esponendo in testa uno striscione con su scritto “scuola pubblica annientata, buona scuola accusata!”, la manifestazione ha imboccato via Cei e superato il sottopasso della stazione ferroviaria, in direzione dell’Iiss Antonio Pesenti. L’obiettivo era quello di coinvolgere anche gli alunni di quell’istituto, ma alla fine, la protesta, è culminata in un presidio pacifico dei cancelli della scuola. Anche l’arrivo di una volante dei carabinieri di Navacchio non ha scatenato nessuna contestazione e alla richiesta delle forze dell’ordine, il gruppo di studenti del liceo artistico ha cercato di non compromettere il normale svolgimento delle lezioni. Dopo due ore di attesa ed il contatto con qualche rappresentante del Pesenti, il corteo dei ragazzi del Russoli è tornato in centro, trasportando la protesta nuovamente lungo le vie del mercato. Finita la manifestazione e di ritorno a scuola per riprendere gli effetti personali lasciati in aula la mattina, gli studenti hanno però trovato l’edificio chiuso. «Manifestiamo contro il decreto della buona scuola - spiega Leonardo Bellini del collettivo resistenza studentesca - di cui non abbiamo ancora goduto gli effetti positivi tanto sbandierati. In più, la riforma dà troppo potere ai dirigenti scolastici, lasciando campo libero alla corruzione circa l’assegnazione degli insegnanti». «In settimana ho partecipato ad una riunione in provveditorato - racconta Matilde Niccolai, rappresentante d’istituto - lì ci è stato detto che i soldi per l’edilizia scolastica non ci sono. A scuola abbiamo una finestra rotta, in provveditorato ci hanno consigliato di sigillarla con del nastro adesivo». Poco dopo la preside Gabriella Giuliani è scesa in strada e ha parlato a lungo con gli studenti in protesta. «Abbiamo dato ai ragazzi la possibilità di rientrare a scuola - dice Giuliani -. In questo momento di confusione li affrontiamo con il dialogo. Cerchiamo di capire le loro intenzioni e di far prevalere l’aspetto educativo. Se gli studenti accetteranno una soluzione condivisa, considereremo chiuso l’episodio; altrimenti, seguiranno tutti i procedimenti punitivi del caso».
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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