Il dolore
Workshop per promuovere la Valdera
PONTEDERA. La Valdera scende in campo e mette in gioco tutte le sue carte. Il jolly è il turismo che la fa da padrone facendo conoscere i numerosi volti che il nostro territorio possiede. L’ufficio...
PONTEDERA. La Valdera scende in campo e mette in gioco tutte le sue carte. Il jolly è il turismo che la fa da padrone facendo conoscere i numerosi volti che il nostro territorio possiede.
L’ufficio turistico dell’Unione Valdera presenta un ambizioso progetto di promozione della destinazione Valdera a livello internazionale che prevede un ricco programma di workshop a cui parteciperanno importanti tour operator stranieri, rappresentanti delle istituzioni del territorio Valdera e delle delegazioni internazionali delle città della rete Sete Sòis Sete Luas, associazione che gestisce l'ufficio di promozione e accoglienza turistica di Pontedera e della Valdera per conto dei Comuni della Valdera. I workshop avranno luogo domani e il 18 dicembre e il 13 e il 27 gennaio dalle 16,30 alle 19,30 al centro Sete Sòis Sete Luas, in viale Rinaldo Piaggio 82, a Pontedera. «Un ufficio turistico non può che essere internazionale ed è da questa premessa - spiega Angela Pirri, vicesindaco di Pontedera - che siamo partiti mettendo in vetrina le nostre eccellenze in una rete già costituita e consolidata come è quella dell'associazione Sete Sòis Sete Luas. I workshop prevedono la presentazione di pacchetti turistici dedicati al turismo senior, al turismo scolastico, al turismo enogastronomico, da promuovere principalmente nei periodi di bassa stagione - continua Angela Pirri - Prima di ogni workshop le delegazioni visiteranno le eccellenze del territorio attraverso visite guidate e degustazioni, per poter avere così un'esperienza diretta delle offerte proposte».
«Con questa iniziativa intendiamo dare una risposta alla frammentazione turistica presente ora in Valdera - conclude Giacomo Tarrini, sindaco di Chianni con delega al turismo nell’Unione Valdera - e ci auspichiamo che questo investimento abbia un ritorno sul territorio e si traduca in un beneficio per le nostre strutture, aziende, attività commerciali in quella che vuol essere una dinamica di interscambio a livello internazionale e che prevede una riscoperta e valorizzazione dei nostri gioielli toscani».
Rebecca Pardi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
