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Pontedera

Rubato altro pellame custodito in un capannone

Rubato altro pellame custodito in un capannone

Piero Maccanti, direttore di Assoconciatori: «Le aziende stanno lavorando a un piano di difesa basato su controlli a distanza nelle aree industriali»

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SANTA CROCE. Erano stati lasciati in un capannone senza particolari accorgimenti contro eventuali furti. E, infatti, i ladri hanno colto la palla al balzo. L’altro giorno i carabinieri hanno ricevuto una denuncia da parte del curatore fallimentare di una conceria in liquidazione di Santa Croce sull’Arno, per il furto di parte del pellame che era stato sistemato nel capannone.

L’ennesimo episodio di criminalità legato alla concia della pelle. Un fenomeno, quello dei furti, preoccupa gli operatori del settore. L’ultimo in ordine temporale è quello ai danni della conceria Texas, anche questa un’azienda santacrocese, da cui è stato portato via pellame per un valore di 40mila euro.

Una situazione divenuta incontrollabile, tanto che, il direttore dell’Associazione conciatori, Piero Maccanti, dice che «questi episodi mettono in difficoltà l’intero comparto».

Indagini difficili. In questo caso, però, sono particolari le circostanze che hanno permesso di portare via senza nessun problema il pellame. Secondo quanto spiegato dai carabinieri, la merce era sistemata in un capannone dove già si erano svolte aste per visionare i prodotti per la vendita. L’edificio industriale era chiuso con un semplice lucchetto che è stato semplicemente rotto dai ladri. L’assenza di allarmi o sorveglianza ha facilitato ulteriormente le cose agli autori del furto.

L’allarme dal custode. Elementi che non facilitano le indagini dei militari dell’Arma e che si uniscono alla difficoltà di collocare nel tempo “il colpo”. L’allarme, infatti, è stato dato dal custode giudiziario designato dal curatore fallimentare per la salvaguardia e la sorveglianza della merce in deposito. Il problema è che le visite del custode non erano frequenti. Prima dell’altro giorno, quando cioè si è accorto del furto, si era recato al capannone alcune settimane fa. Dire quando è avvenuto il furto è, quindi, pressoché impossibile. Ma è molto probabile che gli autori si siano mossi dopo aver saputo delle aste e del pellame praticamente incustodito che era stato sistemato all’interno del capannone.

Fenomeno da arginare. Una situazione critica, quella dei furti all’interno delle industrie, che negli ultimi tempi ha colpito numerose aziende conciarie del Comprensorio e alla quale gli imprenditori locali stanno cercando di trovare una soluzione efficace. In seguito ai numerosi furti di pellame messi a segno nella zona del Cuoio, diventa necessario tentare di arginare un fenomeno che, nel caso di ulteriori diffusioni, finirebbe per mettere in ginocchio le produzioni delle imprese. A venire sottratti sono stati soprattutto materiali semi lavorati: questi, infatti, possono essere rivenduti sul mercato nero senza che si riesca ad identificare la conceria di provenienza a differenza dei prodotti conciari finiti.

Aziende in difficoltà. «I furti di cui le aziende sono vittime creano serie difficoltà nel settore, anche per quanto riguarda le consegne del pellame – spiega Piero Maccanti, il direttore dell’Associazione conciatori di Santa Croce sull’Arno – Per cercare di far fronte al problema, però, le aziende di Santa Croce, Castelfranco e Fucecchio hanno messo a punto un progetto ambizioso, da ultimare nel corso dei prossimi sei mesi: si tratta di un piano di videosorveglianza che permetterà di controllare i punti di accesso alle varie zone industriali del territorio e di registrare i mezzi in entrata e in uscita in ogni momento della giornata».

Imprenditori coivolti. Il progetto, finanziato da tutti gli imprenditori coinvolti, viene realizzato in collaborazione con le amministrazioni pubbliche, le quali metteranno a disposizione gli ufficiali di pubblica sicurezza incaricati della gestione dei rilievi e dell’intervento in caso di accesso non autorizzato in una delle aziende. Il piano è stato ideato da una società specializzata di Roma, che in questi giorni ne sta ultimando la messa a punto. Grazie al nuovo programma di videosorveglianza, dunque, saranno 25 in totale le telecamere installate nelle diverse aree industriali del Comprensorio del cuoio: queste permetteranno di registrare le immagini dei mezzi che attraversano i punti di accesso, poi trasmesse ad appositi sistemi software. In caso di intrusioni sospette, i dispositivi emetteranno immediatamente un segnale di allerta che permetterà alle forze dell’ordine di entrare in atto in maniera tempestiva.

L’importanza del pre allarme. «In questo modo sarà possibile monitorare le dimensioni dei mezzi in entrata, l’ora e il momento in cui avviene l’ingresso. Di conseguenza, grazie al pre-allarme lanciato dai dispositivi, ci sarà la possibilità di identificare la provenienza dei mezzi presso le centrali competenti e di intervenire prima che il furto possa essere portato a termine», conclude Maccanti.

Andreas Quirici

Elena Battaglia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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