Il dolore
Rosso Vivo, bilancio in perdita
A un mese dalla fine della mostra sono quasi 400mila euro i mancati incassi per il Comune di Volterra
VOLTERRA. Una perdita di circa 400mila euro in due anni per le casse comunali. È questo il dato che emerge facendo due conti alla mostra sul Rosso Fiorentino, allestita dalla società romana Arthemisia, a un mese dalla conclusione della rassegna. Numeri di cui si è discusso nel consiglio comunale dell’altra sera.
Non è il dato definitivo, ma si tratta comunque di una cifra piuttosto vicina a quella con cui si chiuderà la mostra tanto discussa, inaugurata il 23 maggio dell’anno scorso.
Operazione Rosso Fiorentino. La mostra ha comportato la creazione della Volterra card, un biglietto cumulativo da 14 euro che dava la possibilità di visitare sei tra musei e siti archeologici e culturali di Volterra. Una “possibilità obbligatoria”, perché non c’era l’opzione di pagare l’entrata per vedere un solo museo. Una decisione che ha generato polemiche, legate anche al fatto che l’amministrazione comunale era obbligata, per contratto, a pagare una percentuale tra il 55 e il 60% ad Arthemisia.
Critiche dall’opposizione. Un accordo che, secondo l’opposizione, ha comportato una perdita per le casse comunali. Nel settembre del 2014 fu l’allora consigliere di maggioranza, Simone Lonzi, poi confluito nel gruppo misto, a presentare un emendamento per rivedere il contratto, ricevendo la bocciatura da parte dei suoi. I numeri, però, sono lì a dimostrare che qualcosa è andato storto.
Paragone col passato. Il paragone dei detrattori dell’operazione è quello che parte dagli incassi del sistema museale volterrano del 2013, quando i soldi finivano tutti al Comune. Due anni fa è stato di 585mila euro. Se fosse stato mantenuto questo trend, i soldi per l’ente pubblico sarebbero stati un milione e 170mila per il 2014 e il 2015.
Origine del passivo. Col Rosso Fiorentino, invece, il Comune ha incassato 775mila euro l’anno scorso, pagandone 400mila ad Arthemisia, come da accordo. Quest’anno, invece, ne ha incassati 695mila da cui detrarne 294mila per la società. Per un incasso netto di 776mila euro. La differenza tra l’ipotetico incasso dei due anni e quello reale fa 394mila euro. I soldi che la minoranza definisce come “perdita”.
«Operazione coraggiosa». Ma il paragone non regge, secondo il sindaco Marco Buselli che ammette, comunque, qualche problema. «Abbiamo fatto una operazione coraggiosa - dice - che provano a mettere in pratica città molto più grandi della nostra. Certo, qualcosa ha funzionato, altre meno. Ma ci è servito per comprendere meglio le strade da intraprendere per allestire una offerta museale migliore rispetto al passato. Il bilancio definitivo, però, dovrà essere fatto al termine della mostra».
Andreas Quirici
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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