Sicurezza
In Duomo l’ultimo saluto a don Luciano
SAN MINIATO. «Quando venni battezzato succhiai il sale che il prete mi mise sulle labbra. Non piansi, non lo sputai. Lo buttai giù. Così ho fatto con l'amarezza della vita, perché anche quando non...
SAN MINIATO. «Quando venni battezzato succhiai il sale che il prete mi mise sulle labbra. Non piansi, non lo sputai. Lo buttai giù. Così ho fatto con l'amarezza della vita, perché anche quando non era dolce un sapore l'aveva sempre».
Si chiude con le parole annotate da don Luciano Marrucci sul suo “taccuino del viandante” la cerimonia di addio che si è tenuta nel pomeriggio di ieri nella cattedrale di San Miniato, per ricordare la figura del sacerdote, poeta e scrittore scomparso all’età di 86 anni. In tanti si sono recati a dare un ultimo saluto all’amato don Marrucci: tra i presenti alla funzione c’erano il presidente dalla Cassa di Risparmio di San Miniato Alessandro Bandini, il presidente di San Miniato Promozione Delio Fiordispina, l’amico e artista Luca Macchi, i ragazzi della Misericordia di San Miniato, e molti amici e conoscenti. Tutti uniti nel dolore per la scomparsa di quello che per San Miniato ha rappresentato a lungo un punto di riferimento. Sebbene non abbiano potuto essere presenti, anche il vescovo neoeletto, Andrea Migliavacca, l’ex vescovo Fausto Tardelli e il vescovo Carlo Ciattini hanno manifestato il loro cordoglio.
«L’esistenza umana è un pellegrinaggio verso il Padre. Compito dell’evangelista è quello di sopportare il dolore e svolgere al meglio la propria missione, tanto delicata, che comporta grandi sacrifici», ha ricordato l’amministratore diocesano, Morello Morelli, durante il funerale.
Un compito, quello di annunciatore del Vangelo, che don Marrucci ha sempre svolto al meglio delle sue possibilità e con fervore intellettuale. Da parroco della frazione rurale di Moriolo (dove è stato sepolto) negli anni ’60, fino alla nomina a Canonico Teologo del Capitolo della Cattedrale di San Miniato nel 2011, don Marrucci non ha mai smesso di scrivere storie ed animare la vita culturale del paese. Nemmeno l’avvento dell’era digitale e di internet ha potuto arrestare lo spirito di iniziativa del sacerdote, che utilizzava i social network per condividere esperienze di catechesi. (e.b.)
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