Sicurezza
Sperone, ripristino a primavera ma c’è da trovare un milione
VOLTERRA. Per adesso sono cominciati i lavori preliminari per il consolidamento dei locali tecnici del parcheggio sotterraneo. Poi si dovrà provvedere al progetto per il ripristino e mettere a bando...
VOLTERRA. Per adesso sono cominciati i lavori preliminari per il consolidamento dei locali tecnici del parcheggio sotterraneo. Poi si dovrà provvedere al progetto per il ripristino e mettere a bando gli stessi lavori e, successivamente, farli partire.
Sembra ancora lunga la trafila per riconsegnare a Volterra uno dei suoi simboli: lo Sperone ferito, crollato all’inizio del mese di marzo dell’anno scorso a causa delle forti piogge di quel periodo. Una trafila ancora lunga, anche perché manca un milione per considerare coperto lo stanziamento di soldi necessari per il rifacimento.
Una prima stima di massima, infatti, indica in un milione e mezzo, ma forse anche di più, il costo per la realizzazione dei lavori che ripristineranno le condizioni originarie della parte di mura storiche che contengono il parco Fiumi, ma soprattutto l’area archeologica.
La storia è sempre la stessa, come dice l’assessore alle opere pubbliche, Paolo Moschi: «La Soprintendenza ha un milione di euro a disposizione. Ma dal Ministero ne è arrivato uno solo rispetto ai due che ci avevano promesso. E adesso dobbiamo trovarli per non ritardare ulteriormente il ripristino dello Sperone».
Lo stesso Moschi, però, è ottimista: «Credo che nella prossima primavera potremo far partire i lavori». L’iter, prima di arrivare a quel momento fatidico prevede il bando del Comune per stilare il progetto dell’operazione e poi un’altra gara, questa volta a cura della Soprintendenza, per l’affidamento dei lavori sulla base del progetto di cui è responsabile l’amministrazione comunale».
Insomma, l’ottimismo serve e può essere contagioso. Ma consegnare di nuovo lo Sperone ai volterrani, tra l’altro situato in piazza XX Settembre, una delle porte principali e più importanti della città, non sembra un percorso agevole. Sia dal punto di vista burocratico, sia sotto il profilo economico.
Il crollo dello Sperone rimanda a un periodo nero di Volterra, con crolli di strutture storiche importanti sotto il peso delle piogge e della fragilità idrogeologica. Le mura medievali vicino a piazza dei Fornelli sono state ripristinate. Ora toccherebbe allo Sperone. Ma, come detto, non sembra una operazione semplice da mettere in pratica.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
