Il dolore
Il tumore non perdona: muore a 39 anni
Da tempo lottava contro la malattia. Pisana, era direttrice delle Acli di cui era formatrice nazionale
PISA. Aveva vissuto la malattia con il pudore di chi soffre in silenzio senza perdere le speranze di sconfiggere quelle diagnosi che diventano sintesi di analisi e, spesso, sentenze inappellabili: tumore.
Ci aveva provato Cecilia Pamio a battere una neoplasia al seno che domenica se l’è portata via all’hospice.
Aveva 39 anni, viveva a Pisa, single, senza figli. Dal 2004 era la direttrice delle Acli di Livorno.
Diplomata in ragionieria all’Itc Pacinotti, Cecilia aveva mosso i suoi primi passi professionali alle Acli di Pisa.
Giacomo Martelli, presidente provinciale dell’associazione, la descrive come «una persona di grandissima competenza, capace di formare centinaia di operatori delle Acli in tutta Italia. Non era solo preparata. Sapeva mettere la sua professionalità a disposizione dei colleghi. Era molto riservata e ha gestito la malattia con estrema riservatezza».
Il salto di carriera era arrivato nel 2004, quando giovanissima per quell’incarico, ma capace di dimostrare di avere i numeri per fare bene, era diventata direttrice delle Acli a Livorno.
Amante degli animali, dei cavalli in particolare, a San Rossore spesso usciva per lunghe cavalcate che negli ultimi tempi a causa della malattia aveva diradato.
Riccardo Rossato è uno dei colleghi che sono stati più vicini a Cecilia. La commozione scioglie il filo dei ricordi.
«Cecilia era veramente una persona speciale – ricorda l’impiegato delle Acli –. Era esperta del pubblico impiego per fisco e previdenza. Per questo l’avevano scelta come formatrice a livello nazionale. Lei era felice del suo lavoro e ci aveva confidato che aveva detto sì, nonostante amasse la città di Pisa, a una promozione che l’avrebbe portata lontano da Livorno».
«Pur sapendo in quali condizioni fosse, continuava a fare progetti per il futuro - racconta ancora Rossato - Quando seppi del tumore, mi disse anche che tre, quattro anni fa il suo medico le aveva detto che quel nodulo al seno non era niente. Mi arrabbiai per quella leggerezza, ma lei credeva davvero di farcela. Nel dicembre scorso mi mandò un sms. Le analisi erano andate bene e pensava di riuscire a vincere la malattia. Fino all’ultimo non ha mai mollato».
Cecilia Pamio lascia la mamma e due sorelle. L’addio domani alle 10,30 nel sacrario dei caduti di Kindu. Numerosi gli attestati di cordoglio giunti alla famiglia.
Pietro Barghigiani
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