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Carismi: nel 2016 la Fondazione scenderà al 50,27% del capitale
In futuro l’ente di Palazzo Grifoni ridurrà l’esposizione verso la banca a una percentuale inferiore a un terzo dell’attivo, così come previsto dal protocollo d’intesa tra Acri e ministero dell’Economia
SAN MINIATO. Nel corso del 2016 la partecipazione della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato (Crsm) nella Spa bancaria scenderà al 50,27%. Non solo: rispettando gli obblighi assunti con la sottoscrizione del protocollo tra Associazione Casse di Risparmio e Ministero dell’Economia, l’ente di Palazzo Grifoni, a partire dal piano programmatico 2016, ridurrà l’esposizione verso la banca conferitaria a una percentuale inferiore a un terzo del totale dell’attivo dello stato patrimoniale della Fondazione stessa.
È quanto si legge nel documento programmatico previsionale dell’ente presieduto dal notaio Mario Marinella. Il documento dedica circa una pagina e mezzo alla gestione del patrimonio, delineando le scelte future in merito alla partecipazione azionaria nella banca.
«La Fondazione - si legge - nell’ottica della mitigazione del rischio, ha attuato, negli anni precedenti, una progressiva diluizione della quota di partecipazione nella banca conferitaria, incrementando al contempo il valore dell’investimento».
Infatti, la Cassa di Risparmio Spa «ha inteso allinearsi prontamente ai nuovi target prudenziali richesti dalla normativa Basilea 3, attuando con successo ben due operazioni di rafforzamento patrimoniale, rispettivamente nel novembre 2012 e nel settembre 2014, a cui la Fondazione ha ritenuto di non intervenire in quanto il mancato esercizio del diritto di opzione ha comunque consentito il mantenimento di una partecipazione qualificata, nonché un incremento del valore dell’investimento».
«La strategia condotta negli ultimi tre anni dalla Fondazione - prosegue il documento programmatico previsionale dell’ente - ha consentito di mantenere e accrescere il valore della partecipazione nella banca conferitaria, agevolandone comunque il percorso di rafforzamento anche attraverso un incremento del patrimonio con risorse “esterne”. Con il termine delle operazioni di aumento di capitale ancora in essere, nell’anno 2016, la percentuale di interessenza detenuta dalla Fondazione (sia in via diretta che attraverso Grifoni Crsm Spa) scenderà al 50,27%. Sarà pertanto necessario che la banca conferitaria ci assicuri un ritorno dell’investimento che consenta alla Fondazione di mantenere il livello delle erogazioni espresso nei documenti di programmazione e che comunque permetta alla Fondazione di interpretare quel ruolo di motore della società civile che le compete per legge e statuto».
«Oltre a ciò - si legge ancora nel documnento - e comunque in ossequio agli obblighi assunti con la sottoscrizione del protocollo Acri-Mef, la Fondazione sarà impegnata, a partire dal presente piano programmatico, a dominuire l’esposizione verso la banca conferitaria a una percentuale inferiore a un terzo del totale dell’attivo dello stato patrimoniale della Fondazione». A tal fine saranno valutate «le strategie e gli strumenti più adeguati».
Quanto alla restante parte del patrimonio, la Fondazione cercherà «soddisfacenti livelli di redditività a bassi livelli di rischio per assicurare comunque la liquidità necessaria, di anno in anno, a sostenere le spese di funzionamento ed erogazione».
«Saranno allo scopo valutate - conclude il capitolo del documento programmatico dedicato alla gestione del patrimonio - tutte le tipologie di investimento che, in tale ottica, risulteranno maggiormente adeguate».
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