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Pontedera

Vola negli Stati Uniti il videogioco ispirato all’ex manicomio

Vola negli Stati Uniti il videogioco ispirato all’ex manicomio

Racconta la storia di una ragazzina che venne internata fra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso

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VOLTERRA. Un videogioco, made in Tuscany, ambientato nell’ex manicomio di Volterra e che racconta la storia di una ragazzina che vi fu internata fra gli anni ’30 e ’40 del secolo scorso, sarà protagonista a Indie Arcade Coast to Coast, l’evento che ogni anno si tiene a Washington e chiama a raccolta game designer e sviluppatori da tutto il mondo. Fabio Viola, 35 anni, pugliese, residente a Pisa, è da qualche mese nel team dell’azienda LKA.it di San Casciano Val di Pesa che ha creato The town of light, questo è il nome del videogioco, ed ha seguito le ultime fasi della produzione. «Poterlo portare a Washington è una grande opportunità – racconta - all’evento siamo stati chiamati dopo aver superato una selezione fatta da una giuria di esperti che hanno valutato la qualità del prodotto ma anche l’impatto culturale. I videogiochi ammessi a partecipare sono una ventina in tutto, da tre continenti. Soprattutto è una giornata aperta al pubblico, in cui le persone vengono a giocare, a provare i giochi». Un test importante in vista dell’uscita sul mercato che sarà a fine febbraio. Intanto il gradimento da parte degli addetti ai lavori c’è già. Il gioco ha ricevuto il premio “Best story and storytelling” alla Game Connection 2014 di Parigi ed ha partecipato a fiere di settore in tutto il mondo, dal Giappone agli Stati Uniti. Tra poche settimane, a metà gennaio, The town of light torna negli States, con tutta probabilità come unico prodotto italiano, per prendere parte al grande evento che si tiene allo Smithsonian American Art Museum di Washington, un tempio della scienza e della ricerca.

«Il lavoro per creare il gioco è iniziato due anni fa – spiega Viola – un lavoro meticoloso, portato avanti da una decina di persone, con numersi sopralluoghi ai resti dell’ex manicomio, ai padiglioni ma anche all’esterno della struttura, oggi in parte abbandonata, per ricostruire gli ambienti nella maniera più precisa e realistica possibile all’interno del videogioco. Luca Dalcò è l’ideatore del gioco e anche il responsabile del progetto, la scelta di occuparsi di sofferenza mentale, degli internati, è nata dal suo interesse personale per questo tema».

Ricerche fatte sugli ambienti ma anche sui documenti che ricostruiscono la vita dei malati ricoverati a Volterra, consultabili dal sito del gioco – www.thetownoflight.com – sotto forma di una corposa bibliografia. Ricerche compiute per arrivare a ideare Renèe, la protagonista, una ragazzina che si ‘muove’ tra due piani temporali, il momento in cui fu rinchiusa nell’ospedale psichiatrico e l’oggi in cui vi torna per ripercorrere la sua vicenda, capirla, raccontarla.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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