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Viviano e Storni, cronisti armati di penna ed etica

Francesco Viviano (a destra) premiato dal sindaco Vittorio Gabbanini (Foto di Franco Silvi)
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Francesco Viviano (a destra) premiato dal sindaco Vittorio Gabbanini (Foto di Franco Silvi)

Il sindaco di San Miniato ha consegnato all'inviato della "Repubblica" e a un giornalista del "Corriere Fiorentino" riconoscimenti intitolati al redattore del "Tirreno" morto nel 1993 a soli 32 anni

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SAN MINIATO. «Mia madre, se fosse stata qui, sarebbe stata felice». Francesco Viviano, giornalista, inviato della “Repubblica”, dopo la consegna del Premio Ghinetti il pomeriggio del 28 novembre in municipio a San Miniato, non ha potuto fare a meno di rivolgere un pensiero alla madre. Quando aveva pochi mesi, lui è rimasto orfano del padre al quale avevano sparato durante un furto. E la madre lo ha cresciuto con grandi sacrifici, sostenendolo sempre, anche quando si è avvicinato alla professione di giornalista.

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«Penso a mia madre, a quanto sarebbe orgogliosa di vedermi qui nella sala del consiglio comunale», ha detto Viviano, ringraziando l’amministrazione comunale per il premio che gli ha conferito, un riconoscimento intitolato a Roberto Ghinetti, il redattore del “Tirreno” originario di Aulla, morto nel 1993 a 32 anni.

Per la Sezione Giovani il premio è stato assegnato a Jacopo Storni, cronista del “Corriere Fiorentino”, il quale ha dedicato il riconoscimento «a quelli che avrebbero voluto fare il giornalista e non sono riusciti a realizzare questo sogno».

Storni, insieme a Sandro Bennucci, presidente dell’Associazione stampa toscana, ha riflettuto su quanto sia difficile per i giovani avvicinarsi al mondo dei media, anche per la difficoltà che le case editrici hanno a riconoscere un compenso adeguato ai cronisti freelance.

La 22esima edizione del Premio Ghinetti è stata caratterizzata, come le precedenti, dalla volontà di dare un riconoscimento al giornalismo di inchiesta.

Ha introdotto la cerimonia il direttore del “Tirreno”, Omar Monestier. Il prefetto di Pisa, Attilio Visconti, presente insieme al questore Alberto Francini e al comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Andrea Brancadoro, ha apprezzato la scelta dell’amministrazione di organizzare la cerimonia nella sala del consiglio comunale, «scrigno della legalità e della democrazia».

Il premio è stato consegnato nella stessa giornata in cui a Pisa è stata ricordata la figura del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, così Visconti, rifacendosi alla celebrazione del mattino e all’intervento del colonnello Brancadoro, ha sottolineato come sia il generale Dalla Chiesa che Francesco Viviano, sia pure in settori diversi, siano esempi per i giovani.

«Entrambi - ha detto Visconti - sono modelli etici ed ispiratori di comportamenti positivi, uomini che hanno fatto una scelta di legalità e giustizia e quindi un percorso di buone pratiche».
Francesco Viviano è stato premiato per il suo impegno sui temi dell’antimafia e anche quale autore del libro autobiografico “Io, killer mancato”.

Jacopo Storni, invece, si è messo in evidenza per i suoi servizi sul caporalato.

Al termine della cerimonia, il sindaco ha donato un mazzo di fiori a Sandra Ghinetti, sorella del nostro collega prematuramente scomparso.
 

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