Sicurezza
L’ultimo saluto nel podere dell’amico d’infanzia
MONTECATINI VALDICECINA. Il Podere Casanova ha un significato particolare per la famiglia Vaira. Nel 1990, quando Pasquale e la moglie Giulia si sono trasferiti in Toscana, la loro prima abitazione è...
MONTECATINI VALDICECINA. Il Podere Casanova ha un significato particolare per la famiglia Vaira. Nel 1990, quando Pasquale e la moglie Giulia si sono trasferiti in Toscana, la loro prima abitazione è stata un grande casolare nella campagna di Montecatini Valdicecina. A pochi chilometri dall'agriturismo in cui ieri Francesco è stato ricordato dagli amici. Il 25enne trovato senza vita nella notte tra domenica e lunedì passava le giornate nel prato verde del podere insieme a Valerio, figlio del titolare.
«Insieme guardavano le pecore e si divertivano in mezzo alla natura. Valerio per noi è stato come un figlio, lo abbiamo portato ovunque», racconta Pasquale mentre abbraccia l'amico d'infanzia del figlio scomparso. Valerio non ha voglia di parlare, la commozione stronca ogni pensiero che prova a uscire dalla sua bocca. Riesce a pronunciare poche parole, ammirando il padre di Francesco mentre saluta i presenti: «Lui per i bambini che assistono ai suoi spettacoli è un eroe. Oggi sta dimostrando di esserlo davvero». Michelangelo, fratello di Francesco, aggiunge: «Vedere tutte queste persone riunite per ricordare mio fratello è fantastico. Non posso fare altro che ringraziare tutti coloro che in questi giorni ci hanno scritto o addirittura sono venuti a casa nostra, a Chianni, per farci coraggio».
La salma di Francesco Vaira è ancora all’istituto di medicina legale a Firenze, dove verrà sottoposta ad autopsia da parte del medico Antonio Cafaro, nominato dal pubblico ministero Ornella Galeotti. «Vorremmo cremare Francesco, ma tutto dipenderà dall'esito dell'autopsia», spiega Pasquale Vaira, che sceglie di spiegare la sua visione della vita prima di tornare a salutare gli amici del figlio. «Nel mondo siamo pellegrini. Viviamo, socializziamo, lavoriamo, ma tutti prima o poi torneremo da dove siamo arrivati. Ogni momento della vita va affrontato come un passaggio, seppur doloroso. Vedere tutta questa gente arrivata per rendere omaggio a mio figlio è una bella emozione». (t.s.)
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