La protesta
Cromochim, avanti senza sosta i lavori per la bonifica
Alcune ditte colpite dal bicromato di sodio ancora inattive L’Arpat conferma: «Nessun pericolo per la salute»
SANTA CROCE. Hanno lavorato tutta la notte per rimettere in sicurezza l’area che circonda l’azienda Cromochim. Le operazioni portate avanti dai tecnici, intervenuti giovedì dopo l’esplosione di un miscelatore intorno alle ore 11,40, hanno contribuito a limitare il più possibile i danni generati dalla diffusione della sostanza liberata: è una soluzione di acqua, acido solforico e bicromato di sodio, tossica e cancerogena. Tutto sembra essersi risolto con un grande spavento e con poche conseguenze, nell’area vicina a via del Melaccio. Un’informativa sull’accaduto è stata inviata a prefettura e procura, ma non ci sono fatti penalmente rilevanti.
Grazie al lavoro dell’azienda “Palma services” di Quarrata a cui sono state affidate le operazioni di bonifica, infatti, intorno alle ore 10 di ieri la circolazione – che in seguito all’incidente era stata subito bloccata lungo la strada principale – è stata regolarmente ripristinata. La priorità degli interventi effettuati, infatti, è stata proprio quella di rimettere in sicurezza la parte esterna alle aziende del luogo. Richiederanno più tempo, invece, i lavori di bonifica da effettuare all’interno delle industrie colpite dal getto di bicromato di sodio, tre delle quali sono ancora in attesa di poter essere rimesse nelle condizioni di far ripartire la propria attività di produzione.
Quella che subito le conseguenze più pesanti a causa dell’esplosione è proprio la conceria “Il cigno”, che confina con la Cromochim: in questo caso l’edificio è stato investito dall’ondata di bicromato di sodio, che si è depositato sia sul tetto che sul piazzale interno. È stato necessario chiudere l’azienda in attesa che vengano completate tutte le operazioni necessarie alla pulizia.
Appare costernato il titolare della Cromochim, Alessandro Bertelli: «L’incidente è stato provocato da un breve ed istantaneo calo di tensione che ha interrotto il funzionamento di un motore. I quadri non hanno segnalato subito il fatto e non abbiamo potuto accorgerci tempestivamente di quanto stava accadendo, per questo la reazione ha continuato ad andare avanti in maniera anomala. La pressione all’interno del reattore è aumentata e ha generato l’esplosione del coperchio che ne chiude la sommità».
La Cromochim è obbligata ad attivare un piano di emergenza nel caso in cui si verifichino degli incidenti.
«Per questo è scattata l’allerta – spiega il titolare – Eppure rischi concreti per la salute non ci sono stati. Il momento peggiore avrebbe potuto essere proprio quello dell’esplosione, visto che il materiale uscito dal reattore è ustionante. Per fortuna non ci sono stati episodi del genere e nessuno è stato sottoposto a trattamenti sanitari. L’area è già in sicurezza e la nostra attività aziendale è già tornata ad essere operativa. Da parte nostra, siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto, ma è stato bello assistere a tante dimostrazioni di solidarietà da parte di colleghi imprenditori».
Elena Battaglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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