La manifestazione
Controlli sui sistemi di sicurezza
Comune, Asl e Arpat stanno facendo verifiche esterne e interne all’azienda
SANTA CROCE. Arpat, Asl e Comune nel pomeriggio di ieri hanno fatto il punto sullo sversamento e ora cercano di capire perché i sistemi di sicurezza non hanno funzionato.
«Si è trattato - spiegano - di una fuoriuscita improvvisa di prodotti che usualmente vengono inseriti in un reattore per produrre soluzioni di cromo (III), che viene utilizzato dall’industria conciaria locale. Secondo quanto riferito dal proprietario della Cromochim e dai vigili del fuoco, l’incidente potrebbe essere dovuto ad un’interruzione momentanea di energia elettrica che, provocando il blocco dell’agitatore del reattore, avrebbe impedito il normale decorso della reazione, determinando un sovrapressione interna al reattore con conseguente fuoriuscita violenta, a causa del cedimento di una tubazione, del contenuto a base di soluzione acida di bicromato di sodio e melassa».
«La fuoriuscita è durata alcuni secondi e ha dato origine alla formazione di aerosol che è andato disperdendosi nell’arco di circa 15 minuti in un’area di circa 200-300 metri di raggio, in base alla direzione del vento. La fuoriuscita, per fortuna, non ha provocato danni ai lavoratori né ad altre persone; non c’è stata necessità di intervento da parte del personale di pronto soccorso che immediatamente si era recato sul posto. I vigili del fuoco hanno prontamente delimitato l’area dividendola in due zone, una in cui è stato vietato l’accesso a chiunque e l’altra aperta solo agli autorizzati».
Il Comune ha attivato la protezione civile che è intervenuta a supporto delle operazioni guidate dai vigili del fuoco in collaborazione con la polizia municipale che ha chiuso la strada al traffico.
«Le modalità di intervento - proseguono Arpat, Asl e Comune - erano previste nel Piano di emergenza esterno della Cromochim che è una ditta classificata a rischio di incidente rilevante e, come tale, è tenuta a mettere in atto tutti i possibili accorgimenti per prevenire i possibili incidenti e ad adottare specifici piani per ridurne gli effetti. Sono in atto da parte di Arpat e Asl i controlli per verificare l’effettiva entità del danno, in particolare l’estensione della ricaduta delle sostanze e l’eventuale contaminazione di terreni e fossati limitrofi».
Sono stati allertati anche i gestori dell’acquedotto e delle fognature per i controlli necessari benché non ci siano evidenze di contaminazione. Ulteriori accertamenti verranno condotti subito dopo la fase di emergenza per capire perché non hanno funzionati i sistemi di sicurezza. È in corso, «da parte di una ditta specializzata, l'intervento di bonifica delle aree interessate dalle ricadute del getto del contenuto fuoriuscito».
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