Il Tirreno

Pontedera

Addio a Giuseppina, musa del pittore Lotti

Aveva 96 anni ed è morta all’ospedale di Empoli. Era la vedova dell’artista Dilvo scomparso nel 2009

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SAN MINIATO. La città della Rocca la ricorda come una persona mite, dolce, di quelle capaci di trasmetterti sempre qualcosa di positivo. Per una vita intera ha vissuto in simbiosi totale con il marito, ma senza nascondere una personalità propria che la farà ricordare da tutti con affetto.

Si è spenta nella tarda serata di mercoledì Giuseppina Gazzarrini, per tutti “Geppina” Lotti, moglie del pittore sanminiatese Dilvo Lotti scomparso nell’aprile 2009. La donne, 96 anni, era ricoverata da alcuni giorni all’ospedale San Giuseppe di Empoli per un problema cardiaco, in attesa di sottoporsi ad un intervento. Il cuore di Geppina, però, si è fermato prima, lasciando di colpo un vuoto nella comunità sanminiatese.

Nata a San Romano, Giuseppina aveva conosciuto un’infanzia complicata, segnata dalla prematura scomparsa del padre ferroviere, assassinato nel 1927 insieme ad un fratello, in seguito ad una discussione alla stazione di Noceto (in provincia di Parma). Da lì si aprirono 10 anni di collegio per Giuseppina, che a San Miniato è ricordata da tutti come la moglie fedele e immancabile a fianco dell’artista Dilvo Lotti. Residente ancora nella casa “museo” di via Maioli, nel centro storico di San Miniato, Giuseppina ha continuato fino all’ultimo a partecipare a tutti gli appuntamenti e alle iniziative della sua San Miniato, prendendo parte alla vita sociale della città. In passato era stata anche insegnate di catechismo, lasciando un ricordo di grande affetto in molti ragazzi.

«Una persona straordinaria – la definisce l’amica Anna Braschi – che proprio negli ultimi anni, dopo la scomparsa del marito, ha fatto emergere tutta la bellezza della sua personalità. Quando la incontravi per strada, era sempre capace di regalarti un sorriso e di trasmetterti qualcosa di positivo».

Un giudizio condiviso anche dal sindaco Vittorio Gabbanini che parla di «una donna unica, incredibile, un ponte tra noi e Dilvo».

«Dieci giorni fa – ricorda il primo cittadino - le feci visita per portarle alcune copie delle cartelle che il nostro Comune ha voluto dedicare a Dilvo a cento anni dalla snascita. Porterò sempre con me quei momenti. Le sue parole, la sua dolcezza, la sua umiltà d’animo sono qualità che non dimenticherò mai».

Oggi la città si prepara a darle l’ultimo saluto, con la cerimonia funebre in programma alle 15 nella chiesa di San Domenico. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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