Il Tirreno

Pontedera

Ai primi di dicembre arrivano sei profughi

di Elena Battaglia

Saranno ospitati in un appartamento della parrocchia che è stato ristrutturato con le offerte dei fedeli. La gestione sarà affidata alla coop “La pietra d’angolo”

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CASTELFRANCO. A breve anche Castelfranco potrà dare un contributo per l’accoglienza dei migranti: i lavori di ristrutturazione dell’appartamento in via Galileo Galilei, messo a disposizione qualche mese fa dalla parrocchia, sono quasi ultimati. Così, a partire dai primi di dicembre, le porte dell’abitazione si apriranno per offrire un tetto ad un gruppo di ragazzi - da quattro a sei - in cerca di asilo. L’idea è nata dal parroco del paese, don Ernesto Testi, dopo aver accolto a settembre 2015 la sollecitazione di Papa Francesco: quella di ospitare almeno una famiglia di profughi all’interno di ogni parrocchia, per far fronte alla tragedia delle migliaia di vite umane alla ricerca di una via di scampo da guerra e povertà. Le offerte dei fedeli, raccolte durante le funzioni religiose nel corso dei pochi mesi trascorsi, sono state destinate ai lavori di ristrutturazione dell’edificio, che adesso è quasi pronto.

«Sebbene non si tratti di grandi risorse è anche grazie a queste che abbiamo potuto realizzare le opere di imbiancatura e di riqualificazione degli impianti, elettrico ed idraulico – ha detto il parroco – L’appartamento non aveva bisogno di grandi interventi, visto che fino a poco tempo fa era abitato. Con il contributo dei volontari della parrocchia faremo a breve le ultime modifiche e dopo potremo finalmente aprire l’abitazione».

L’appartamento sorge in pieno centro storico ed è stato donato alla parrocchia di Castelfranco dal precedente proprietario, Florio Martini, nel 1994.

È proprio qui che presto verrà accolto un gruppo di richiedenti asilo, tutti fra i 18 e i 25 anni, assegnati dalla prefettura. La gestione dei migranti è già stata affidata alla cooperativa sociale “La pietra d’angolo”, che si occupa dell’accoglienza di circa 110 ragazzi all’interno del territorio del Valdarno, nel Comune di Fucecchio e di Vinci, ad avviare tutte le pratiche necessarie per la richiesta di asilo.

«I nostri educatori lavoreranno con i ragazzi soprattutto per quanto riguarda l’assistenza sanitaria e sociale. La maggior parte ha un serio bisogno di cure perché le condizioni in cui arrivano sono veramente critiche – spiega Monica Matteoli, la direttrice della cooperativa – L’associazione Arturo di Santa Croce provvederà ad attivare per loro anche dei corsi di lingua italiana. È infine previsto il loro inserimento in attività di volontariato, in collaborazione con le altre associazioni del territorio, dal momento che queste persone per legge non possono prestare attività lavorativa per i primi sei mesi dal loro arrivo in Italia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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